Finalmente una buona notizia, anche se parziale, sul fronte delle amministrazioni pubbliche. La si aspettava da tempo ed è arrivata. La formula del noleggio operativo per la sostituzione delle luci tradizionali con luci a tecnologia led è finalmente accolta dagli istituti finanziari che propongono questa particolare forma di finanziamento.

Diciamo che si tratta di una soluzione parziale, in quanto nel settore della pubblica amministrazione la formula del noleggio operativo per i led è attualmente accolta soltanto per gli edifici scolastici, ma è già qualcosa e una buona occasione di risparmio.

Per coloro che sono ancora a digiuno in fatto di noleggio operativo, ricordiamo che questa formula consente di sostituire l’illuminazione tradizionale, che notoriamente consuma molto più dei led, con lampade a led senza acquistarle, quindi senza dovere impegnarsi con anticipi o con gravosi esborsi di danaro. Le nuove lampade, difatti, vengono affittate per una durata massima di 5 anni, dopodiché vengono cedute gratuitamente dal fornitore all’utilizzatore per tutto il resto della loro vita. Nel caso che vedremo più avanti si parla di complessivi 18 anni.

Cosa si paga, dunque? Si paga un canone di locazione (come fosse un leasing), che non va ad incidere sul patto di stabilità, in quanto viene considerato come un servizio a risparmio e non come un costo. Come mai? Perchè, come si può evincere dai calcoli sotto riportati, l’illuminazione a led consuma molto meno energia di quella tradizionale, producendo così un forte risparmio sulla bolletta elettrica. Solo una quota parte di questo risparmio viene destinata al pagamento del canone di locazione. Di fatto, il led non rappresenta un costo, anzi va ad aumentare la disponibilità liquida delle casse comunali.

Per migliore comprensione riportiamo l’esempio di un preventivo realizzato per un Comune della provincia di Varese, sede peraltro di un noto castello medioevale. Per motivi di privacy non ne riportiamo il nome, in quanto l’operazione è ancora in corso.

Ebbene, dopo un sopralluogo condotto unitamente all’Ufficio Tecnico comunale, è stato rilevato che per l’operazione pilota individuata, all’interno di un edificio scolastico comunale sono stati contati 537 tubi al neon con attacco T8, di cui 480 da 60 centimetri (quindi a 18 watt), 1 da 120 centimetri (quindi da 36 watt) e 56 da 150 centimetri (quindi da 58 watt). In totale, dunque, l’illuminazione di quella scuola impegna attualmente 11.924 watt.

Grazie alla sostituzione con analoghi tubi a led, il totale dei watt impegnati scende a 5.458, con un risparmio netto del 54% sui costi dell’elettricità occorrente. Nel caso specifico, considerato il costo del chilowattora e le ore/giorni di accensione annui, il Comune risparmia 4.135 Euro all’anno. Il canone di noleggio è di Euro 2.825 all’anno, quindi soltanto con questa semplice operazione, il Comune aumenta la propria disponibilità finanziaria di 1.310 Euro all’anno, per i primi cinque anni della vita dei led. Per i successivi 13 anni, invece, la disponibilità finanziaria, in assenza di canone, aumenta di Euro 4.135, salvo aumenti della bolletta elettrica che porterebbe il risparmio a valori nettamente superiori.

Vi è poi un sensibile risparmio sulla manutenzione dei tubi. Quelli a led hanno una durata garantita di 50.000 ore, contro le abituali 8.000 ore dei neon tradizionali.

A ciò si aggiunga che i led non emettono raggi infrarossi e ultravioletti, migliorando quindi la qualità della luce e annullando gli effetti negativi sulla salute degli occhi di studenti e docenti.

Niente male per un Comune che (dimenticavamo) conta meno di 5.000 abitanti.

Pubblicato martedì 20 gennaio 2015 da Alberto Mancini