Il regime fiscale relativo agli impianti fotovoltaici è piuttosto complicato, perché si articola sui diversi soggetti che accedono alle tariffe incentivanti, sulla potenza dei singoli impianti e sull’utilizzo dell’energia prodotta.
Prima di addentrarci in una visione più analitica della normativa vigente, possiamo dire che per quanto riguarda le aziende che acquistano un impianto fotovoltaico, esse hanno il diritto di detrarre il 100% del costo, in quanto si tratta di un bene strumentale, con una limitazione posta al 9% annuo. I privati, invece, non nutrono questo diritto.
Qualora il proprietario dell’impianto, però, decida di non accedere alla tariffa incentivante del Conto Energia, ha diritto di concorrere alle detrazioni del 50% previste dalla normativa fiscale sulle ristrutturazioni edili ed il miglioramento energetico.
Il regime fiscale sui proventi derivanti dall’utilizzo di un impianto fotovoltaico è regolato dalla circolare n. 46/E, emanata dalla Agenzia delle Entrate il 19 luglio 2007 (e successive precisazioni), fra cui le più rilevanti sono la risoluzione n. 13 del 20 gennaio 2009 e la circolare n. 32/E per imprenditori agricoli.
In ogni caso è sancito che i proventi derivanti dalle tariffe incentivanti non sono soggetti ad IVA. Lo sono invece i proventi derivanti dalla vendita dell’energia che, qualora gli impianti non siano ad uso esclusivo della privata abitazione, costituiscono anche reddito.
















Quindi le Aziende possono detrarre il 100% anzichè il 50?
Cinzia, le aziende scaricano i costi come manutenzione impianti.
Salve vorrei sapere se ancora oggi è in vigore lammortamento del 100% sule aziende per un impianto fotovoltaico da 200kwh
Vorrei sapere quale normativa devo consultare in merito a questa mia necessità
Grazie aspetto una risposta
Salvatore, l’ammortamento è consentito in 10 anni. Se vuoi un proventivo per il tuo impianto, comprese le pratiche all inclusive, scrivici a info@progemaenergia.it
Ho istallato un impianto fotovolatico da 10 Kw
sul tetto della nostra azienda srl.
Si puo’ detrarre la spesa in 10 anni?
Ringraziando,porgo distinti saluti.
Franco ti ho risposto sull’altro post. In ogni caso la detrazione è del 9% all’anno sull’intero importo.
Buonasera Lorenzo ma è una deduzione dall’imponibile per le aziende ,non una detrazione come quella effettuata dal privato?
Enrico, le aziende possono scaricare il costo dell’impianto al 9% all’anno, in quanto considerato un bene strumentale.
Salve,
non mi è chiaro il meccanismo di “recupero” dell’investimento per le aziende, ho alcune domande:
1. NON si possono superare i 20 kWp per l’impinto, corretto?
2.se una azienda fa un impianto da 19 kw e spende 40.000 euro (iva al 10% inclusa) come potrà recuperare la spesa?
restando in attesa di cortese risposta saluto cordialmente.
Leo, le aziende posso recuperare i costi totali dell’impianto, qualsiasi esso sia, al 9% all’anno. Quindi in 11 anni.
Salve, mi scuso per il ritardo nella risposta, desidero fare alcune precisazioni e chiedere un piccolo chiarimento:
Supponiamo di essere a inizio Agosto 13 (non ci sono più incentivi), un impianto di 30 kw, al servizio di una azienda è allacciato e funzionante (NON serve iscrizione a registro, in quanto gli incentivi sono terminati), la spesa è 60 mila euro (Iva al 10% inclusa). In che modo il committente (impresa giuridica) recupera la spesa? è una sorta di detrazione nei loro bilanci ? mi occorre per produrre un business plan in assenza di incentivi, calcolando solo 3 voci (1. Autoconsumo con risparmio conseguito 2. Vendita di Energia,3.detrazione). Sperando di Non essere stato troppo lungo resto in attesa di chi puo’ dare una cortese risposta.
Leo, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che le detrazioni fiscali sono possibili solo se l’impianto è ad uso dell’abitazione. Non parla di aziende. Detto questo, detratta l’IVA che può essere scaricata immediatamente, l’imponibile dell’impianto è detraibile al 100%, con rate del 9% all’anno, quindi in 11 anni + 1% residuo. Se il nuovo governo approverà, come auspicabile, il rinnovo della detrazione del 55% per le aziende, sarà possibile anche questa opzione, ma non si sa se sarà cumulabile o alternativa.
@Leo: RE: 1. Si possono superare i 20Kw ma è necessario iscriversi ad un apposito registro, diventa complicato e maggiormente oneroso.
Saluti, SM
Grazie Salvatore, mi ero dimenticato di rispondere alla seconda domanda di Leo. Corretto quanto scrivi. La Legge prevede che per impianti superiori ai 12 kwp bisogna andare a registro, ma dai 12 ai 20 kwp si può scegliere di evitare il ricorso al registro, rinunciando al 20% degli incentivi.
Se un’azienda non detiene l’immobile di proprietà, è possibile ,con opportuna concessione del proprietario, istallare sul tetto dello stesso un’impianto fotovoltaico a proprio uso, e defalcarlo come bene strumentale?
grazie
Gabriele, se l’impianto viene intestato a chi svolge la propria attività nel sito e autoconsuma l’energia prodotta, certamente sì.
In questi giorni sto’ valutando l’ipotesi di installare un impianto fotovoltaico di 4,5 kwh a servizio del mio negozio quindi come azienda. Le ditte a cui ho chiesto il preventivo mi hanno paventato due ipotesi una il conto energia oppure detrazione 50 per cento però parlando oggi con un commercialista mi ha detto che questa seconda ipotesi vale solo per le unità abitative e non per le aziende dove vige l’ammortamento totale della spesa al 9 per cento annuo oltre al recupero dell’iva.
È’ corretta quest’ultima ipotesi?? L ‘energia non consumata e immessa in rete crea reddito..???
Franco, purtroppo nel nostro ambiente c’è gente che pur di vendere, metterebbe firme false dappertutto. Mi spiace. Il tuo commercialista ha pienamente ragione ed aggiungo che, mentre la defiscalizzazione non è cumulabile con il Conto Energia, la detrazione dei costi al 9% annuo è perfettamente compatibile. Infine: l’energia non consumata viene premiata con la tariffa omnicomprensiva e, per le attività commerciali, si somma al reddito di impresa.
Se vuoi uno studio di pre-fattibilità, scrivi a info@progemaenergia.it .
lorenzo potresti aiutarmi a capire . ho un allevamento e coltivo campo per foraggio , vorrei installare un impianto fotovoltaico perche ho alte spese di energia, posso accedere allo scambio sul posto con autoconsumo dell’energia prodotta e portare in detrazione il costo dell’impianto al 100% in 11 anni 9 % annuo ?? grazie anticipatamente per la delucidazione
Bruno, la risposta è positiva in ogni suo elemento. Per ottenere lo scambio sul posto devi rinunciare al conto energia. In caso contrario puoi solo autoconsumare l’energia nel momento cui la produci. Il resto lo mandi in vendita. Bisogna capire se la tua richiesta elettrica è maggiore nelle ore giornaliere oppure in quelle notturne. Un adeguato business plan può risolvere l’interrogativo.In ogni caso la detrazione del 9% annuo è possibile solo per le attività commerciali o industriali, non per i privati, perchè l’impianto viene considerato come bene strumentale.
salve lorenzo
vorrei capire meglio come funzionano la detrazione per le aziende e lo scambio sul posto… puoi farmi capire meglio questi 2 punti?? grazie in anticipo..
Andrea, per quanto riguarda la detrazione, l’impianto fotovoltaico viene inteso come bene strumentale dell’azienda ma, essendo incentivato, lo puoi detrarre al 9% annuo per il 100% dell’intero importo. Oltre ovviamente all’IVA 10%. Lo scambio sul posto è invece un sistema per il quale tutta l’energia che tu produci viene immessa sulla rete, se non autoconsumata nel periodo di produzione, e ti viene restituita a costo zero nel momento in cui tu ne hai bisogno, senza limiti temporali. In sostanza la rete ti fa da accumulatore e tu non potrai mandare in vendita l’eventuale sovra produzione.
Ciao Lorenzo, seguo con piacere questa discussione una cosa non è corretta lo scambio sul posto secondo la vigente regolamentazione non restituisce l’energia a costo zero ma compensa economicamente l’eccesso di produzione, in sintesi la parte autoconsumata va a sparire in bolletta, l’eccesso viene ceduto in rete e compensato economicamente con una cifra che oscilla tra 0,13 e 0,15 € (costo energia + oneri di sistema) e va a compensare la parte di bolletta rimanente (consumi notturni)
Enrico, parliamo di energia autoconsumata, ma il periodo per l’autoconsumo è illimitato. Il regime di scambio sul posto, attualmente, non va confuso con l’autoconsumo del Conto Energia. Lo scambio sul posto, infatti, non contempla incentivi statali ed è cumulabile con la detrazione fiscale.
Buongiorno,
gradirei un chiarimento dal sig.Lo Vecchio.Il caso in questione riguarda un impianto fotovoltaico, tipologia innovativa (guaina), potenza 36,5 kWp su coperture di un complesso alberghiero. Qualora si corra il rischio di non rientrare nel V Conto Enegia poichè non mi risulta consultabile il contatore GSE relativo ai € 50.000.000,00 destinati a tale tipologia di impianto, le chiedo conferma sulla seguente ipotesi:
Scambio sul Posto o Cessione parziale + detrazione 9% annuo del costo dell’impianto oltre IVA deducibile.Grazie.Cordialità
Patrizio, se desideri un preventivo con relativo business plan puoi scriverci alla mail info@progemaenergia.it . Il consiglio da darti dipende dal tuo attuale fabbisogno di energia e da quali siano gli apparecchi con cui richiedi energia alla rete. Il consiglio dipende anche dalla latitudine in cui si trova la struttura e dalla esposizione del tetto. Nelle linee generali penso sarebbe più utile chiedere lo scambio sul posto, rinunciando agli incentivi e configurando l’impianto per azzerare la bolletta. La detrazione del 9% annuo è comunque contemplata, in quanto il tuo impianto risulta essere un bene strumentale ammortizzabile al 10%. Ti ricordo infine che puoi ottenere un forte risparmio energetico puntando sulle luci a led, per le quali possiamo offriti la formula del noleggio operativo.
Buongiorno,
L’impianto fotovoltaico costituisce bene strumentale e di conseguenza risultano deducibili le quote di ammortamento commisurate al costo d’acquisto/realizzazione. Il coefficiente di ammortamento da applicare è pari al 9%.
e fin qui ci siamo…Ma è vero che dal 9% dedotto è possibile detrarre anche: 27% ires (in caso di società di capitale) e il 3% d’irap? grazie fin da ora per la risposta. Roberto
Roberto, come bene strumentale l’impianto segue le norme vigenti, solo nel caso non si tratti di agevolazioni fiscali, che in questo caso non sarebbero cumulabili con i benefici del Conto Energia (qualora tu abbia richiesto accesso agli incentivi).
è appunto questo che chiedevo.Io non ho chiesto l’incentivo con il conto energia.Potresti dirmi per favore cosa intendi per norme vigenti? Dal 9% (quota di ammortamento annuo) e possibile quindi dedurre il 30% di tasse nello specifico come già sopra detto? grazie.
Roberto, ho detto “norme vigenti” perché è tipico dell’Italia cambiare le normative, impedendo una qualsivoglia programmazione finanziaria. Soprattutto con il fotovoltaico, credimi, abbiamo visto normative modificarsi radicalmente da un mese all’altro. Per il 9%, dunque, ti posso dare una risposta certa, per quanto riguarda l’IRES (di cui si prevedono modifiche) vorrei che ne parlassi con il tuo commercialista. E’ la risposta più onesta che posso darti.
Buongiorno, mi risulta che i beni strumentali per un’azienda siano DEDUCIBILI quando portati in ammortamento, e NON DETRAIBILI come qui scritto. Sbaglio?
Enrico, nel caso del fotovoltaico si tratta di una normativa ad hoc per questa tipologia di prodotto: 9% annuo.
Grazie Lorenzo, ho capito il 9%. Ma in deduzione, non in detrazione. C’è una bella differenza.
ma allora, facciamo chiarezza per favore e cerchiamo di dire le cosa come stanno senza creare confusione, è una normale deduzione come qualsiasi bene strumentale o è una detrazione??? se è solo una deduzione, non capisco che incentivo sia, è normale che esiste una deduzione in ammortamento,
se invece è una detrazione del 9% allora mi sono perso qualcosa, perche io non l’ho mai sentita questa fantomatica agevolazione.
p.s. per deduzione si intende alla fonte del reddito, per detrazione si intende invece (detto molto volgarmente) tasse non pagate.
Marco, stai parlando di aziende. Per il privato è una detrazione, peraltro materia di questi giorni. Per le aziende è una normativa che regola l’ammortamento in modo differente da altri beni strumentali.
Lorenzo, certo che io e Marco parliamo di aziende: il titolo che dice “Detrazioni fotovoltaico 100% aziende” è suo ed è sbagliato.
Per i privati è al 50% e lo sanno tutti.
Per le aziende NON C’È NESSUNA DETRAZIONE, tantomento al 100%.
C’è l’ammortamento come bene strumentale al 9%. Fine.
Enrico e Marco, se volete continuare in una polemica sterile ed inutile, fatelo pure. Vuol dire che avete molto tempo a disposizione. Nell’articolo è spiegato chiaramente che si tratta di bene strumentale e che è possibile scaricarlo al 100% con un limite del 9% all’anno. Peraltro si tratta di una informazione data quando la vecchia normativa, per la quale lo scarico poteva essere del 50%, è stata sostituita dalla nuova norma. La qual cosa, come detto più volte e mi sembra non essere stato da voi recepito (molti altri lo hanno invece capito), non è del tutto scontata in quanto, sebbene si tratti di bene strumentale, l’impianto fotovoltaico è fin qui incentivato anche alle aziende, quindi è necessaria una normativa ad hoc, cosa che è stata fatta e anche più volte descritta. Spero di avervi definitivamente chiarito la cosa e, in ogni caso, vi ringrazio per la fedeltà che state dimostrando a questo nostro servizio. Non fosse così, non tornereste ogni volta a leggerci.
mi sembra evidente…
Gradirei sapere quale legge o circolare attuale e in corso di validità, sancisce il discorso dell’ ammortamento al 100%, coefficiente 9% per le aziende. Per esempio un’ azienda vuole fare un impianto da 10kW per risparmiare sulla bolletta enel, l’ impianto costa 20.000,00 euro iva compresa, quali detrazioni attuali può sfruttare e soprattutto come si configura il business-plan su grandi linee, in questo caso?
Grazie anticipatamente!
Ezio, l’impianto fotovoltaico viene considerato come un bene strumentale, ma segue un iter fiscale dedicato, perchè è già incentivato dallo Stato. Per questo motivo è consentito solo il 9% annuo. Ora è stato pubblicato il nuovo decreto sull’efficientamento energetico, ma non vi sono disposizioni, nel merito, che modifichino le precedenti. Nel caso specifico, i 20.000 Euro vengono scaricati ratealmente nella misura di 1.800 Euro annui. L’Iva è una partita di giro, che viene trattata come qualsiasi altra IVA sugli acquisti.
Dott.Lo vecchio Buongiorno.
Domanda:Azienda srl fa un’impianto da 60/70kw, escludendo il
(V°conto energia.)I consumi nelle 24 ore sono superiori alla produzione dell’impianto:Cosa conviene fare? Scambio sul posto? Vendita diretta? quale regime fiscale è più vantaggioso per l’azienda?
Grazie per la risposta che vorrà darmi.
M.Calvisi
Mario, io consiglio sempre lo scambio sul posto, configurando l’impianto sul fabbisogno interno. Per il regime fiscale, dovrebbe riferirsi al suo commercialista.
Per la aziende la detrazione del 9% anno, ok, ma con un impianto da 200 kW che si fa con l’energia? Si può comunque chiedere lo scambio sul posto? Grazie
anche tu Marco stai dicendo un’imprecisione( se mi posso permettere) Allora tanto per cominciare NON è più possibile accedere al V conto energia (finiti fondi)e comunque anche per lo “scambio sul posto” la prevista riscossione del premio è a discrezione dell’utente infatti si può decidere:
A) ritirare il ricavo dalla vendita trimestralmente
B) ritirare il ricavo dalla vendita semestralmente
c) ritirare il ricavo dalla vendita una volta l’anno (come hai detto tu)
D) si può anche non farsi pagare il ricavo e lasciare il surplus di energia prodotta nella rete che ci farà da serbatoio e ci permetterà di utilizzarla quando meglio crederemo , senza vincoli di tempo (prima era fissato un termine max di 3 anni per poterne usufruire…)
per il discorso detrazione o ammortamento fai bene a puntualizzare le differenze.Le aziende posso solo ammortizzare (come bene strumentale) l’impianto con una quota annua pari al 9% come è stato già detto deducendosi ovviamente anche l’i.v.a. cosa non possibile per i privati che hanno invece la possibilità di detrarsi il 50% sull’imponibile in 10 anni .
(vedi cir. agenzia dell’entrate n°46/E)
Roberto consulente energetico.
Roberto, grazie per il contributo, sempre bene accetto.
Salve, avrei una domanda, mi sto introducendo con calma nel settore, ho un’amica che ha un capannone, che però è dato in affitto a un’altra azienda, deve fare lo smaltimento eternit, poi montare circa 50 kw e rivendere l’energia, dovrebbe poi fare installare un nuovo contatore. E’ conveniente? Ha diritto all’ammortamento? Il contatore che potenza dovrebbe avere grosso modo?
La società sarebbe una sas.
Grazie Luca!
Luca, se vuoi un business plan e un preventivo, ci devi scrivere a info@progemaenergia.it . Nelle linee generali, produrre per vendere l’energia al momento non è conveniente. Perché lo sia, è necessario l’autoconsumo. Il contatore sarà di 50 kw e la tua amica potrà scaricare il 9% annuo del costo.
SALVE,
PER FAVORE MI PUO’ CONFERMARE CHE ANCHE LE IMPRESE AGRICOLE NON HANNO DIRITTO ALLA DETR.FISCALE 50%?
MILLE GRAZIE
MONICA
Monica, la questione è stata discussa in un recente convegno cui era presente anche Confagricoltura. La risposta è stata negativa, ma se interpelli l’Associazione e se dovessi ricevere informazioni diverse, ti prego di girarcele su questo blog. Grazie.
Buonasera, ho un’azienda di ferramenta, una snc.
Vorrei installare un impianto da 20 kw. In assenza di incentivi come posso recuperare la spesa?
So che potrei detrarre il 50% dall’irpef di un socio, e l’altro 50% sulle spese di gestione dell’azienda.
Mentre il 9% annuo è ancora valido o valeva solo con gli incentivi?
E per una sas è la stessa cosa?
Grazie
Fausto, ho risposto ad una domanda simile a Vincenzo. Per quanto riguarda la configurazione aziendale, non vi è distinzione tra SaS e Srl o Spa (eccetera…). La domanda che mi sembra più interessante è quella che richiede un parere su come recuperare l’investimento. Se prevedi un impianto da 20 kwp è perchè il tuo fabbisogno energetico è di circa 22.000 kwh annui. Se non è così, dovresti studiare come trasformare in elettricità altre fonti energetiche, in modo che con l’autoconsumo tu possa avvicinarti il più possibile alla grid parity. In ogni caso, ti ringrazio per darmi l’opportunità di insistere sul fatto che gli impianti vanno realizzati perchè è giusto farlo e perchè è necessario trasformare le vecchie produzioni energetiche da fossile, in qualcosa di più intelligente, pulito e ecologico. In questo momento, sia pure di difficoltà, è la filosofia della produzione che deve cambiare, anche se Enel si adopera con tutti i suoi mezzi per ottenere il contrario. Se hai bisogno di uno studio di pre-fattibilità dell’impianto, scrivici a info@progemaenergia.it .
Salve, sono molto confuso su questa detrazione per le aziende, ho un’azienda e vorrei installarci su un impianto da 70kW con detrazione, è un hotel.. si può sempre fare il 9% per 11 anni? Che legge e articolo ne parla?
Nel ringraziarla porgo distinti saluti.
Vincenzo, purtroppo siamo in un Paese dove le regole cambiano alla frequenza di un trimestre. Finora il 9% era giustificato dal fatto che l’impianto era comunque incentivato dal Conto Energia. Ora che il Conto Energia si è chiuso, l’impianto dovrebbe essere detratto come qualsiasi altro bene strumentale. In verità non esistono ancora chiarimenti in questa direzione, perché il Conto Energia si è chiuso il 7 luglio scorso. Ciò che è certo è che il decreto n. 63 del 6 giugno 2013 prolunga la detrazione fiscale del 50% fino al 31 dicembre. La detrazione è valida per soggetti privati, quindi ritengo che le aziende possano riprende a scaricare regolarmente secondo ammortamento. E’ però una opinione personale, che dovrebbe essere suffragata dal parere di un commercialista che, interpellato (ne sono stati interpellati diversi), ci hanno capito molto poco.Se hai bisogno di uno studio di pre-fattibilità dell’impianto, scrivici a info@progemaenergia.it .
che confusione, è il titolo dell’articolo che lo crea, la detrazione del 50% è solo per i provati purtroppo, la deduzione del 9% e non la detrazione attenzione, non è un incentivo, ma è il normale reddito di impresa deducibile per beni strumentali.
Marco, lo abbiamo già scritto mille volte! La confusione è nel continuare a insistere. Quante volte hai scritto la stessa cosa? In ogni caso ora esiste il decreto n. 63 del 6 giugno 2013. Basta leggerlo. Così non perde più tempo nessuno!
Buongiorno,
vorrei sapere se nel caso di impresa individuale valgono le stesse regole delle “normali”aziende.
Grazie
Gio, la Legge non esprime alcuna differenza in tal senso.
Nel caso in cui in un supercondominio una quota rilevante delle quote di proprietà (270 millesimi) sia detenuta da un ente pubblico (nel caso specifico una Camera di Commercio di un comune) quale vantaggio economico godrebbe questo ente e come verrebbe recuperato il costo ? come le aziende (ammortamento al 100% in 11 anni) o come i privati (50% in 10 anni) oppure in qualche altro modo oppure ne sarebbe esclusa ?
Grazie per l’attenzione
Carlo, non è importante da chi sia composto un condominio, che è un soggetto giuridico a sè. Il decreto numero 63 non parla esplicitamente di fotovoltaico, ma l’Agenzia delle Entrate ha precisato che anche per i condominii la detrazione del 50% è prorogata fino al 31 dicembre prossimo. In ogni caso, Carlo, ognuno dovrebbe affidarsi al proprio commercialista o, in questo caso, all’Amministratore che ha il dovere di andare nel cuore delle varie disposizioni che, come si sa, cambiano con una frequenza irripetibile in altri Stati europei.
Vorrei realizzare un impianto nella mia azienda adibita a turismo rurale. L’impianto potrebbe essere di 200 Kwh da destinare all’autoconsumo. Volevo sapere, alla luce dell’ultimo decreto, se è possibile installare l’impianto a terra e se è possibile rivendere l’energia prodotta. Infine vorrei sapere, se è possibile ammortizzare il costo e, se affermativo, in che modalità?
Grazie.
Per una snc (padre e figlia)partita iva si puo detrarre il 50% in 10 anni per l’installazione di un fotovoltaico da 10 kw di picco.Grazie
Macario, la risposta è no, perchè come giustamente osserva Roberto, si tratta di azienda e non di privato. Lei porta in ammortamento il 100% al 9% annuo.
dott.LO Vecchio,
mi perdoni la risposta per Macario è sicuramente no.
le aziende vanno in ammortamento (9% annuo) e non in detrazione, possibile solo per privati.
Grazie, Roberto, hai ragione.
ciao Carmelo,
cosa intendi per azienda turismo rurale? se è un’azienda agricola, non puoi detrarre, ma solo come privato, del resto la vedo dura anche la deduzione da reddito d’impresa, visto che il vostro è un regime agevolato con tassazioni minime se non nulle,
se hai irpef, ti conviene cercare di andare avanti come privato, escludendo la partita iva dall’impianto, per questo però devi avere una connessione enel senza partita iva.
ciao Carmelo,
mi permetto di rispondere io alle tue domande ,in sequenza:
una tua piccola imprecisione , il KWh è l’unita di misura con il quale viene rilevato/indicato il consumo (200 KWh sono un po pochini…) forse intendevi dire KWp ovvero l’unità di misura per rilevare la potenza di “picco” dell’impianto. Detto questo,
L’Attività rurale in termini fiscali ha la stessa valenza di qualsiasi altra attività. Pertanto hai la possibilità di “ammortizzare” l’intero costo dell’impianto con una quota pari al 9% annuo. Per quanto riguarda gli incentivi o vendita energia non è più possibile in quanto da giugno (circa) si è chiuso il v conto energetico , che determinava regolamentazioni particolari ed incentivi anche per grossi impianti. Per accedervi nel tuo caso (200 KWp )era necessario l’iscrizione ad un registro con tempi davvero estenuanti…cmq. non è un tuo problema per il motivo su citato.Oggi è possibile accedere allo scambio sul posto ,in breve determina un elevato risparmio sulla tua bolletta. Ultima risposta; per l’installazione dell’impianto a terra devi fare richiesta al tuo comune di residenza (non sempre danno il permesso) di solito tendono ad dare il consenso ad installare l’impianto sul tetto di proprietà. Spero di esserti stato d’aiuto ,e chiedo scusa al DOTT. Lo Vecchio per l’intrusione.
Roberto
Roberto, non esiste alcuna intrusione. Mi fa piacere che tu abbia risposto a Carmelo con osservazioni del tutto condivisibili. Una piccola precisazione: il Conto Energia si è definitivamente chiuso in data 6 luglio 2013.
Salve ,
desidererei qualche chiarimento, se è possibile, riguardo le accise sulle bollette come gli oneri di dispacciamento etc. e se sono previsti sgravi su queste voci in una azienda nel caso abbia un impianto fotovoltaico di 6kWp.
Di certo tale tipologia di impianto non soddisferebbe il fabbisogno totale, che è molto superiore, ma con ad esempio un regime di scambio sul posto, oltre all’ammortamento decennale del 9% vi può essere la concreta convenienza e la possibilità di vedere scendere le quote fisse che sono presenti nella bolletta ?
Silvio, la convenienza c’è e, per quel che è il mio parere, un impianto fotovoltaico dovrebbe essere sopra ogni casa e sopra ogni azienda. Detto questo, la specifica questione che tu poni è molto dibattuta. Da quando è stata introdotta la normativa sullo scambio sul posto, parlo del 2008, abbiamo dovuto attendere cinque anni quei decreti attuativi che l’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) avrebbe dovuto avviare con propri pareri entro e non oltre 90 giorni. Sono passati invece 5 anni e l’AEGG, nata per tutelare l’utilizzatore finale, ha espresso un parere che sa molto di una indicazione a totale favore del distributore, mascherata piuttosto male. L’AEEG, difatti, ha segnalato al competente Ministero che, qualora gli oneri per il dispacciamento non venissero caricati su coloro che producono in proprio energia, autoconsumandola con la formula dello scambio sul posto, gli stessi oneri dovrebbero essere suddivisi in misura maggiore sulle bollette dei restanti utenti che utilizzano l’energia della rete elettrica nazionale. Grazie a questa strategia, volta a fare pagare l’utente e non a imporre una riduzione degli utili al monopolista (Terna in primis), è prevedibile che gli oneri di rete continuino ad essere addebitati in bolletta. Non certo le accise. Sarebbe come dire: mi faccio da solo un bel maglione di lana a punto croce, ma pur non avendolo comprato in negozio, ci pago sopra l’IVA.
Buongiorno a tutti. Premetto che non sono ferrato in materie commercialistiche e vorrei una delucidazione:
nel caso di impianto fotovoltaico realizzato da azienda o comunque da soggetto con P.IVA che esercita attività nella struttura che ospita l’ impianto, esso può essere considerato “bene strumentale” e si avrà una deduzione pari al 9% annuo del costo totale dell’ impianto fotovoltaico sul reddito complessivo per 11 anni, è corretto? Questo genererà quindi un abbassamento dell’ imponibile e si avrà conseguentemente un minor esborso in tasse da parte dell’ azienda. Posso avere un vostro feedback? Grazie infinite.
Fabrizio, è corretto quanto tu affermi relativamente al 9% annuo. Quanto alla minore tassazione, diventa consequenziale.
Sono dell’idea che si potrebbero eliminare queste differenze tra privati e non in mondo che tutti possano godere degli stessi benefici.
Ciao Pannelli Solari. Sapessi quante volte avrei voluto scrivere io le Leggi! Anni fa, quando Maccanico era Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, ho lavorato per il ministero per la stesura di un decreto. I legulei che vedi nei film di Verdone esistono veramente, te lo assicuro.
Salve, gradirei gentilmente un chiarimento su alcuni aspetti:
1) che tipo di agevolazioni hanno le seguenti categorie nel caso decidano di fare un’ impianto: Residenziale; società di persone; società di capitali; aziende agricole.
2)supponendo di accedere al meccanismo del conto scambio per un’azienda che consuma energia solo di notte; l’impianto andrebbe dimensionato tenendo conto del suo consumo annuo, cosi da far in modo che quella prodotta in surplus durante il giorno, sia poi prelevata “gratuitamente” durante la notte?
3) Cosa pensa delle celle di accumulo per impianti fotovoltaici. Tendendo conto del loro costo (4’000€ Ivato per un 6Kwh), visto che già la rete funge da accumulatore virtuale.
Grazie.
Giampiero, il residenziale può avvalersi della Legge n. 63/2013 per cui può portare in detrazione decennale il 50% dei costi sostenuti. Le altre categorie possono ammortizzare il costo al 100% nella misura del 9% annuo. Quanto alla tua seconda domanda è corretto quello che scrivi. Tieni anche presente i diversi consumi e la diversa produzione nelle differenti stagioni dell’anno. Sulla domanda numero tre, ti rispondo che io sono un fautore dell’accumulo di energia. Difatti, lo scambio di energia con la rete non è assolutamente alla pari. Una recente indicazione dell’AEEG, inviata al Ministero per lo Sviluppo, afferma che gli oneri di rete debbano essere pagati anche da coloro che si trovano in regime di scambio sul posto, essendosi dotati di impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile. L’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas), che da sempre sta dalla parte dei gestori di rete e della distribuzione, a mio avviso contravvenendo ai suoi stessi obblighi costitutivi che dovrebbero essere prevalentemente a tutela del consumatore (è una mia opinione, ovviamente), scrive infatti che la carenza di flussi finanziari verso la rete, provocherebbe un grave rischio sulla manutenzioni e sugli ammodernamenti della stessa. Va da sè, quindi, che tu produrresti energia, la immetteresti nella rete (con tutti i vantaggi derivanti per il sistema energetico nazionale, che dovrebbe ringraziarti), ma quando te la vai a riprendere continueresti a pagare oneri sulla stessa energia che tu stesso produci. Metti in conto, anche, che in ogni caso continueresti a pagare le accise in bolletta. L’unica maniera per evitare tutto questo è il sistema di accumulo. L’importante è affidarsi a professionisti che abbiano esperienza nel settore.
Grazie della risposta. Io avevo sempre sentito dire che le società di capitali possono scaricare tutto, mentre quelle di persone valgono le regole del residenziale. In più, riguardo ai sistemi di accumulo, per via della nota emessa da GSE possono essere installati solo agli impianti nuovi, (quelli che non prendono incentivi sull’autoconsumo) giusto?
Giampiero, la questione dell’accumulo rispetto ai vecchi impianti è controversa. Mi risulta che esistano ricorsi al TAR per questa materia. Le partite IVA, infine, possono ammortizzare al 100% il costo dell’impianto, con una limitazione del 9% annuo.
Buona sera, ho un grosso dubbio riguardo il regime fiscale nel seguente caso.
Immaginiamo che un utente abbia un allaccio enel che gli alimenta sia il negozio che l’abitazione in un’unica palazzina (negozio a piano terra e abitazione al primo piano) e che le bollette siano intestate a lui come ditta autonoma con p.iva ma con tariffa residenti.
Ora l’utente vuole fare un impianto fotovoltaico.
Come si configura? Per lo SSP e per la detrazione fiscale, posso riferirmi a lui come persona fisica? O devo riferirmi come azienda?
Grazie in anticipo!
Michele, è il primo impianto che tu fai? Se non è così sai bene che l’impianto fotovoltaico necessita di una richiesta di allaccio all’Enel e che, quindi, segue il POD del cliente, pertanto l’intestazione cui devi fare riferimento è quella del contatore. In ogni caso, ti segnalo la situazione anomala, perché in relazione a quanto mi dici capisco che il cliente sta scaricando dal suo utile commerciale anche i consumi della abitazione privata. Quando in questo Paese si capirà che non pagare le tasse è un danno che si fa a tutti, anche a se stessi?
Buonasera ad agosto 2012 ho realizzato un impianto fotovoltaico innovativo integrato (4°conto energia) da 19,80 Kwp che fornisce energia elettrica alla mia abitazione ed alle pertinenze della stessa con autonomia catastale (depositi, garage, cantina, cortile). l’abitazione è prima casa ed è anche domicilio fiscale della mia attività di architetto, quindi uso promiscuo. L’impianto è stato fatturato su codice fiscale. In base alla circolare 46/E dell’ADE par. 9.3 potevo dedurre l’impianto al 50%. Mi domando se in base alla nuova circolare 36/E del 19 dicembre 2013 (o altre norme di riferimento) come devo contabilizzare l’impianto ai fini fiscali delle detrazioni e deduzioni? E soprattutto possibile portare ancora in ammortamento al 50% l’impianto fotovoltaico, visto l’uso promiscuo?
Francesco, tu non potevi e non puoi portare in deduzione il tuo impianto. Il beneficio della detrazione fiscale, difatti, non è cumulabile con gli incentivi del Conto Energia.
ancora…. Francesco parla di deduzione in ammortamento strumentale, non di incentivo in detrazione.
possibile che a distanza di anni questo semplice concetto non sia ancora stato capito???
Marco, la domanda di Francesco non avrebbe avuto senso se avesse parlato di semplice ammortamento. Francesco fa riferimento invece alle detrazioni ai fini fiscali. Ancora una volta … sei intervenuto a sproposito su questo argomento che ti sta tanto a cuore e che sembra sia l’unico che tu segui su questo blog, che pure è molto ricco di tante altre informazioni.
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Rabisu, ma quanti benefattori ci sono in rete?
Riguardo all’impianto fotovoltaico da 10 Kw
installato sul tetto della nostra azienda (srl)
il commercialista dice che bisogna accatastarlo
detraendo la spesa in 34 anni e per di piu’
dice che bisogna pagare anche l’IMU
Mi sembra impossobile.
Franco, il tuo commercialista confonde l’impianto su tetto con gli impianti a terra, che vengono considerati alla stregua di opifici. Digli di informarsi bene lui, prima di informare erroneamente il suo cliente. Per un’azienda la detrazione è del 9% all’anno sull’intero importo.
Anche noi abbiamo istallato un impianto fotovoltaico Sun tetto della azienda (s R L) pensavamo di detrarlo al 9 -/- annuo invece abbiamo dovuto accatastarlo aumentando così l’imu e l’ammortamento. Così ci è stato detto dal commercialista sara ‘ spalmato in 33 anni .bella fregatura.
Valter, il tuo commercialista ha confuso la Legge che regola gli impianti su tetto con quella che regola gli impianti fotovoltaici su terreno nudo. Solo in questo secondo caso l’impianto deve essere considerato come opificio e quindi rientra in quella normativa cui fai riferimento.
Salve. Per un utilizzo promiscuo(studio psicologico) dell’abitazione il contributo SSP si deve fatturare o no? Prevale il fattore dell’ubicazione o meno dell’impianto? La bolletta collegata a tale SSP deve recare la p.iva o solo il C.F.?
Saluti,Aldo.
Aldo, non c’è differenza tra partita IVA e codice fiscale per i pagamenti del GSE. Il portale stesso del GSE ti indicherà la richiesta della fatturazione.
Salve, vorrei istallare sul tetto del capannone sosta del mio camion un impianto da 6 kWh. Il mio utilizzo però avviene prevalentemente nelle ore notturne ( camion frigo in spinaggio notturno) quindi lo scambio sul posto non lo posso fare. Mi conviene ancora oppure no ? Grazie
Paolo, certamente conviene se associa l’impianto ad un accumulatore. Per preventivi ci scriva a info@progemaenergia.it .
Buonasera vi pongo una domanda
Se installo un impianto fotovoltaico sul tetto di uno stabile adibito abitazione in cui risiede un ufficio con partita iva ( sede legale ) , specificando che lo stabile non e comprato come azienda su partita iva ma come privata abitazione
e possibile usufruire della detrazione 100/100
Grazie
Emiliano, a chi rimane intestato l’impianto?