Aggirandoci per supermercati o per le rivendite di lampadine e accessori elettrici, e curiosando tra i cartellini dei prezzi, spesso notiamo colossali differenze sul costo al pubblico della medesima lampada a led. Medesima lampada ma di marca diversa. Ci si chiede, allora, come mai un tubo led da 150 cm. e della potenza di 22 watt (elemento che sostituisce un neon da 58 watt) da alcune parti costi circa 50 Euro, da altre parti costi 80 Euro per arrivare fino a oltre 120 Euro.

Questa discrasia si rende molto più evidente quando l’acquirente non si rivolge ad un punto vendita pubblico, ma richiede un preventivo ad una azienda che produce led o che è specializzata in impianti di illuminazione a led. La spiegazione è molto semplice ed appare quasi scontata. Quello che conta è la qualità, perché esistono in commercio led che sono ad alta efficienza e, tra questi, ce ne sono di più o meno economici. Il prezzo, ovviamente, varia a seconda della durata e della serietà delle ricerche del passato e del presente, che apportano continue migliorie ad una tecnologia, per la quale esistono le più rosee previsioni sul presente e sul futuro. I materiali usati per molte di queste lampade sono definiti nobili, in alcuni casi si tratta di materiali rari, tanto che la loro incidenza sul costo finale del prodotto non può definirsi banale. Come sempre, quando un prodotto è destinato a durare a lungo, ed il led lo è, è consigliabile non orientare le proprie scelte sul risparmio che in tempi lunghi non sposta considerevolmente il risultato finale di un business plan. La scelta consigliabile è certamente quella più professionale.

Addentriamoci dunque nella qualità delle luci a led. Quando accendiamo una lampadina in casa nostra, ovviamente, non stiamo a formulare considerazioni tecniche, quali il valore della energia consumata e la conversione di questa in luce visibile all’occhio umano. Noi sappiamo, invece, che non tutta l’energia assorbita viene trasformata in fotoni percepibili dalla nostra sensibilità sensoriale (lumen).

Una parte viene dispersa in calore, in emissione di rumore, in onde elettromagnetiche, in radiofrequenze, in raggi infrarossi e ultravioletti, in raggi x (lampade a gas, ioduri, sodio). Le lampade a led, come nel grafico qui riprodotto, è la tecnologia che raggiunge la maggiore efficienza di conversione. Se la qualità del prodotto è eccellente si ottimizza il risparmio sulla energia consumata.

Vi è poi una componente importante, che è in relazione al numero dei led utilizzati per raggiungere l’effetto di luce desiderato. Come tutti i semiconduttori, anche il led è sottoposto ad una forma di deterioramento, che si fa più evidente quanto più viene stressato. Una lampada a led, difatti, può ottenere lo stesso effetto in termini di lumen, quindi di luce percepibile dall’occhio umano, sebbene sia costituita da un numero inferiore di led, rispetto ad altre lampade che, proprio perché al loro interno hanno un numero di led superiore, costano più care. E’ evidente che per ottenere il medesimo risultato la prima lampada dovrà stressare molto di più i suoi componenti rispetto alla seconda, che godrà così di una maggiore durata ed affidabilità.

Ultima considerazione è quella dei diffusori di calore, ma a questo dedicheremo uno dei prossimi articoli.

Pubblicato martedì 25 settembre 2012 da Staff Progema