Il Bonus-Casa, facente parte del Decreto Rilancio ormai operativo su tutti i fronti, si sta trasformando in una enorme opportunità di business per aziende e privati che nel corso dell’anno finanziario subiscono forti imposizioni fiscali.

Per questo i condominii e le aziende che operano nel settore del risparmio energetico sono alla ricerca di investitori che finanzino le opere previste dal Decreto. Vediamo perché, come funziona e quali sono i vantaggi per i soggetti interessati.

Cercherò di essere molto sintetico, per facilitare la comprensione di Leggi e relative operatività, anche dal punto di vista finanziario.

 

Partiamo dal Decreto.

Nel testo di Legge è inserito il cosiddetto Ecobonus, che prevede una defiscalizzazione del 110%, da diluire in cinque anni, sul costo sostenuto per le opere edili che consentano di migliorare di almeno due classi l’efficienza energetica di un immobile.

Per dirla breve, se l’immobile è attualmente in classe G, gli interventi migliorativi devono riportare l’edificio almeno in classe E.

 

Quali sono gli interventi possibili?

Ne cito solo una parte, quella delle opere più consuete: il cappotto su almeno il 25% della superficie, l’isolamento di tetti e solai, il rifacimento parziale o totale dell’impianto di riscaldamento, le pompe di calore, gli impianti solari, i serramenti.

 

Qual è l’iter da seguire?

Innanzi tutto bisogna affidarsi a un bravo professionista (scrivi a info@progemaenergia.it), che faccia il calcolo delle opere necessarie per il raggiungimento del miglioramento previsto. Il professionista deve anche procedere alla elaborazione dei progetti.

Una volta elaborato il piano ed avuta la garanzia della riduzione delle due classi energetiche, si procede ai lavori e si presenta la pratica ai competenti uffici che, se configurata secondo i canoni di Legge, hanno l’obbligo di accettarla.

 

Cosa succede dopo?

Ottenuto il placet, dalle successive dichiarazioni dei redditi si detrae automaticamente, per cinque anni consecutivi, un quinto del valore complessivo delle opere ammesse (100%), più un 10% di bonus.

Per essere ancora più chiaro, se l’opera è costata 100.000 euro, chi fruisce dell’Ecobonus detrarrà dalla propria dichiarazione dei redditi 22.000 euro per cinque anni consecutivi.

 

Quali sono i vantaggi e per chi?

Ovviamente i vantaggi di questa operazione sono di differente portata e interesse. In primis il vantaggio è che le opere di efficentamento energetico non costano nulla, anzi rappresentano un guadagno.

Inoltre, l’Ecobonus rimette in moto il settore edile, così penalizzato in questi ultimi anni.

Infine, il vantaggio maggiore è per chi soffre di dichiarazioni dei redditi molto onerose, che falcidiano le sue finanze.

 

Perché gli investitori?

L’Ecobonus presenta una sola difficoltà: ci vuole liquidità immediata: Poi la si recupera totalmente, più il famoso 10%, in cinque anni.

Va da sè che non tutti possono permettersi interventi massivi, soprattutto se si tratta di capannoni industriali di una certa metratura e di condominii.

Viceversa, per coloro che godono di abbondante liquidità o di un forte credito presso le banche, la possibilità di potere risparmiare sul gettito fiscale è di grande utilità. Basti pensare ad attività che pagano al fisco milioni di euro all’anno e che potrebbero diminuire considerevolmente il loro impegno tributario proprio grazie all’Ecobonus.

Ecco perché è importante la figura dell’investitore (scrivi a info@progemaenergia.it).

 

Come interviene l’investitore?

Banche ed aziende si stanno già organizzando in questo senso. Difatti, ogni soggetto destinatario dell’Ecobonus può cedere a terzi il suo credito d’imposta.

Sostanzialmente, per tornare all’esempio di prima, se un condominio si giova di lavori eseguiti al costo di 100.000 euro, può cedere i 110.000 euro di credito ad una società terza che finanzia il progetto (scrivi a info@progemaenergia.it).

Questa società terza, dal canto suo, può finanziare tutti i progetti che vuole guadagnando non solo su quel 10% in più rispetto al costo dei lavori, ma anche sui costi dell’operazione applicando le tariffe previste dallo Stato.

In questa direzione si stanno creando molte nuove società, anche sotto forma di ATI, che includono finanziatori, aziende produttrici, tecnici di settore, uffici commerciali e di marketing.

Per ogni ulteriore informazione o progetto, e se ritieni di avere le peculiartà per proporti come investitore, scrivi a info@progemaenergia.it .

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Pubblicato venerdì 16 ottobre 2020 da Alberto Mancini