In un nostro precedente articolo, pubblicato su questo blog nei giorni scorsi, avevamo accennato alla crisi in Ucraina e alle ripercussioni che avrebbero potuto ricadere sul prezzo e sulle forniture di energia in Europa, signatamente anche ai problemi dell’Italia. Puntualmente abbiamo registrato un ritocco al rialzo dei costi del carburante alla pompa e delle bollette elettriche.

In quella occasione avevamo evidenziato come il nostro Paese stesse dormendo sul tema dell’efficientamento energetico, benchè fossero in vigore normative che agevolano coloro i quali si indirizzano sulla strada del risparmio, ricorrendo alle tecnologie avanzate di fotovoltaico per la produzione di energie, delle luci a led per l’abbattimento consistente dei consumi e delle caldaie a pellet per riscaldare le case e l’acqua sanitaria.

Il problema nel nostro Paese è prettamente culturale e, in verità, Enel ci sta dando una mano proponendo un kit di nuove lampadine con tecnologia led, il cui costo viene scaricato a rate nella bolletta. Ovviamente non ha interesse che i suoi clienti consumino meno energia, anche se in gran parte il minor consumo viene ripagato con l’emissione dei Certificati Bianchi. Per questo motivo la proposta di Enel si rivolge al privato, che spende assai poco per l’illuminazione, ma ci si guarda bene dal proporre qualcosa di simile anche alle aziende e alle attività commerciali che, al contrario, hanno necessità di molta luce per le loro attività.

Come dicevo, il problema è culturale. In Italia si comincia a fare qualcosa di positivo quando lo fa la massa, un po’ come Fantozzi quando si avvicina alla scaletta dell’aereo, volendo salire per primo per prendere il posto migliore, pur senza mostrarlo apertamente.

Il problema c’è ed esiste, anzi si fa ancora più pressante. Non solo l’Ucraina (intesa come crisi geo politica) è una minaccia per il nostro approvvigionamento energetico, ma ora si aggiungono anche tutte quelle zone del mondo dalle quali, guarda caso, noi dipendiamo. In primis, la Libia e l’Iraq, due Paesi dove i miliziani islamici stanno prendendo il controllo di gran parte del territorio. In Iraq, ad esempio, le grandi concentrazioni petrolifere (quelle con le maggiori riserve mondiali) sono già in mano alle ISS, che da settimane ha paralizzato l’oleodotto che rifornisce l’Occidente, di cui da Bin Laden in poi si dichiarano acerrimi nemici. Forse già la prossima estate avremo problemi di approvvigionamento energetico e, certamente, i prezzi torneranno a salire.

Cosa aspettare, dunque? In Italia siamo quelli che aspettano che esca il gran caldo e, quando esce, corriamo a comperare i condizionatori, gli ultimi rimasti (se ce ne sono ancora) e quelli che hanno alzato i prezzi. In Italia non compriamo mai i condizionatori in gennaio, ma aspettiamo le emergenze.

Sarà lo stesso per l’energia elettrica. Oggi un impianto fotovoltaico costa davvero poco, rispetto agli anni addietro, e per le luci a led esistono forme di finanziamento e di noleggio operativo, mediante i quali l’operazione esce a costo zero, anzi aumenta il nostro cash flow immediato.

Cosa aspettiamo, dunque? Che lo faccia il vicino, che ce lo dica la pubblicità o che la bolletta diventi insostenibile.

Pubblicato giovedì 12 Giugno 2014 da Alberto Mancini