L’Accademia Reale delle Scienze di Stoccolma ha conferito il Premio Nobel per la Fisica, edizione 2014, e professori giapponesi Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, quest’ultimo naturalizzato statunitense, per avere inventato circa 20 anni il sistema di illuminazione a diodi, chiamato led. L’invenzione è antica, ma proprio da quella intuizione, che sfoderava una luce di colore bluastro, si è oggi giunti a ottenere una luce perfettamente bianca, capace di migliorare la qualità dell’illuminazione, più ancora delle moderne alogene e lampade fluorescenti a basso consumo, e di garantire un risparmio energetico, che cambierà le abitudini illuminotecniche di tutto il mondo.

Non possiamo che gioire di questo riconoscimento universale, perché da sempre crediamo nello sviluppo e nell’utilizzo dei led, che proponiamo sia per il risparmio energetico, sia per la migliore qualità della luce.

Come abbiamo scritto in altre parti di questo blog, LED è acronimo di Light Emitting Diode, che hanno il vantaggio di sfruttare una emissione naturale di luce, mediante semiconduttore, utilizzando tutta la corrente che lo attraversa per la sola illuminazione, senza dispersione di raggi nell’atmosfera e senza impiegare potenze inutili nello sviluppare calore. Ne consegue che con pochi watt si riesce ad ottenere un effetto luminoso pari a quello sviluppato da lampade tradizionali, con un risparmio di elettricità che può arrivare fino a percentuali superiori al 80%. Meno watt, difatti, significano meno kilowattora assorbiti dalla rete. In sostanza bollette meno care.

Non è da trascurare, inoltre, che la richiesta di meno energia dalla rete, significa anche un notevole vantaggio dal punto di vista ecologico, perchè se la richiesta diminuisce, diminuisce di conseguenza anche la produzione e, quindi, diminuiscono anche le emissioni nocive degli elementi che contribuiscono ad alimentare le centrali, quali ad esempio petrolio e carbone.

Se seguiamo la storia del LED, dobbiamo ricordare che inizialmente questi dispositivi riuscivano a fornire soltanto una luce rossa e venivano per questo utilizzati come segnalatori strumentali. Tutti noi, ancora oggi, vediamo un led rosso acceso quando il nostro televisore è in stand-by. Successivamente, fu trovato il modo di fare rispondere il led anche con variazioni di luce, tendenti al verde e al giallo. Ma è stata proprio l’invenzione del led blu, quella per cui è stato assegnato quest’anno il premio Nobel, che ha dato una svolta a questo genere di tecnologia. Difatti, la combinazione di un led rosso, un led verde e uno blu poteva dare modo di ottenere qualsiasi colore di luce, compresa la luce bianca.

Oggi la ricerca industriale e il perfezionamento delle tecniche consente di ottenere una colorazione luminosa molto vicino al naturale, fino al 94% (CRI) e di offrire luci più o meno calde (Kelvin), anche con l’utilizzo di elementi dimmerabili.

Pubblicato martedì 07 Ottobre 2014 da Alberto Mancini