Questo articolo viene scritto tra Capodanno e l’Epifania 2015. Innanzi tutto, quindi, tanti auguri a tutti. Un augurio particolare per la serenità nel lavoro e, visto che ci occupiamo proprio di questo, per una consapevole riduzione dei costi nei consumi di prima necessità.

Sono anni che, ormai, si parla degli alti costi dell’energia (elettrica o gas) e sono anni che noi proponiamo soluzioni alternative: fotovoltaico, pellet, luci a led. Sono argomenti di cui tutti sono a conoscenza, ma soprattutto per il led manca una specifica coscienza, soprattutto da parte di chi li vende.

In questi ultimi periodi abbiamo assistito alle forme più svariate di pubblicità, dai kit alle forniture con pagamenti astronomici  rateizzati in bolletta. Il risultato è che il consumatore resta confuso, spesso deluso, incapace di muoversi in un settore che evolve di giorno in giorno e che, per questo, diventa immediatamente obsoleto. Il mondo delle luci a led in pochi anni è giunto alla sua quinta generazione, registrando miglioramenti prima impensabili. Questo comporta anche che sul mercato vengono ancora proposti prodotti di prima e seconda generazione, con tutte quelle limitazioni e difetti che sono stati ampiamente eliminati nelle generazioni successive.

Il consumatore cosa ne sa? Nulla. Blog come questo servono per tenere informati e, fortunatamente, qui registriamo oltre 500 accessi al giorno. Un risultato davvero confortante per un sito tematico come il nostro.

Qual è la difficoltà principale di fronte alla quale si trova chi vuole acquistare una luce a led? E’ quella di essere consigliato sulla scelta del prodotto più idoneo alla sua necessità, sia esso un privato, un ufficio, una azienda. Se andate a scorrere le pagine di questo blog, troverete che qualcuno lancia l’idea di configurare una tabella con le caratteristiche delle lampade tradizionali e i relativi valori corrispondenti di una lampada a led. La logica direbbe di fare così, ma purtroppo non è possibile seguire questa strada, anzi seguirla sarebbe il peggiore errore che si potrebbe fare.

Spieghiamo il perché. Tralasciamo le lampade a incandescenza, che non sono più regolamentari, ma ragioniamo sulle lampade a fluorescenza, cioè quelle più comunemente dette a basso consumo, contenenti un gas luminescente. E parliamo anche delle lampade alogene, a scarica o ai vapori di sodio (i vapori di mercurio da quest’anno sono fuori legge). Queste quattro tipologie di lampade sono piuttosto simili, nel senso che, sebbene la tecnologia sia profondamente diversa, il risultato illuminotecnico è facilmente raffrontabile. Nel settore dei led, invece, non solo parliamo di tecnologia differente, ma anche di una concezione differente della luce. E’ diverso l’orientamento, è diversa la durata, sono diversi i prezzi (davvero va sempre bene acquistare ciò che costa meno?), è diverso l’angolo del fascio luminoso, è diverso il colore della luce, spesso è diverso persino il tipo di corpo illuminante o è razionale la sua sostituzione con apposite strisce a led. Capita anche che, misurando con un luxmetro, i lux sul punto da illuminare siano inferiori a quelli di una luce tradizionale, pur apparendo chiaramente una illuminazione di tipo superiore e di migliore qualità. Intendiamo dire, perciò, che cambiare la illuminazione tradizionale con luci a led non significa sempre fare una normale operazione svita-avvita.

Sembra complicato, ma non lo è per chi conosce a fondo la materia. Se viene fatta una analisi tecnica congrua, il risultato della sostituzione è sempre vantaggioso, sia in termini di qualità della luce, sia in termini di luminosità, sia in termini di risparmio energetico, sia in termini di rientro dell’investimento.

Noi riteniamo che oggi i led siano una condizione necessaria per evitare di continuare a regalare denaro a chi produce energia e poi ce la carica in bolletta. Altrettanto necessaria, però, è una scelta consapevole.

Pubblicato lunedì 05 gennaio 2015 da Staff Progema