Leggendo domande e risposte di questo blog, troverete che sono molti coloro che si interessano ai led sotto il profilo fiscale. L’incentivazione statale, grazie alle detrazioni previste dalla Legge di Stabilità del dicembre 2013, sollecita la conversione della attuale illuminazione tradizionale con lampade e sistemi a led.

Una volta tanto io proverei a ragionare in maniera inversa: l’ illuminazione tradizionale viene sostituita da quella a led perché si vogliono migliorare la qualità della luce, gli effetti della luce, il benessere di chi ne usufruisce e, non ultimo, l’aspetto ecologico del “fare luce”. Guarda caso, poi, una volta ottenuti questi risultati, ci si accorge anche che si risparmia molto sulla manutenzione delle luci e ancor di più sulla bolletta elettrica. Questo è un tipo di ragionamento un po’ distante da noi, ma molto, molto vicino alla mentalità nordica, dove si compiono azioni perché sono utili (e rientrano nella filosofia di un sistema), anche se non sempre sono convenienti. Nel caso delle luci a led, al contrario, sono anche convenienti.

Partiamo dal presupposto, quindi, che la sostituzione della illuminazione tradizionale con luci a led è necessaria, tralasciando per un attimo il business plan, che riprenderemo in altre parti.

MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA LUCE

C’è un acronimo molto importante che definisce quanto una fonte luminosa sia di maggiore o minore qualità. Si chiama CRI ed è acronimo di Color Rendering Index. Il CRI misura la resa cromatica di una fonte luminosa, cioè quanto più quella luce si avvicina al naturale o meglio a quanto più naturali i colori siano resi da quella determinata fonte. Il valore del CRI si misura in termini percentuali. Molte lampade tradizionali, le più diffuse, hanno un valore intorno al 80% (significa che si distaccano di un 20% dal valore cromatico naturale), mentre oggi le luci a led tendono a superare agevolmente questa soglia, raggiungendo in alcuni casi anche il 92%.

Cosa significa questo? Significa innanzi tutto che l’occhio umano viene meno disturbato nella individuazione del fascio luminoso, ma soprattutto significa che i corpi che non riflettono di luce propria, ma che vengono illuminati dalla fonte luminosa a led, mostrano colori sempre più vicini alla realtà, come se fossero esposti al sole e non in ambienti chiusi o bui. Significa anche che, calcolando il tipo di luce che più conviene per valorizzare la singola tipologia di merce (carni cotte, piuttosto che carni crude, tessuti, ambienti di lavoro, ecc.) è possibile realizzare luci a led specifiche. Il ragionamento che facciamo è dunque: con il led ti dò più luce e luce più performante per ogni tipo di ambiente.

MIGLIORARE GLI EFFETTI DELLA LUCE

In parte a questo risultato abbiamo già fatto cenno precedentemente. Dobbiamo anche dire che l’illuminazione a led avviene mediante un raggio diretto sulla zona che si vuole illuminare. Questo consente di garantire su quella zona una uniformità che le luci tradizionali non ottengono. Prendiamo ad esempio un campo sportivo, diciamo da calcetto. Con le luci tradizionali si ottiene un effetto dispersivo, perchè i fari ai vapori di sodio (generalmente utilizzati) illuminano il campo di calcio, ma anche le zone circostanti disperdendosi poi nella atmosfera più immediata. Ne consegue che, spesso, il campo non è illuminato uniformemente, presentando zone più o meno buie. Con l’utilizzo di fari led, invece, si stabilisce l’apertura del fascio luminoso, entro il quale la luce è completamente uniforme, indistintamente che si sia più vicini o più lontani dalla fonte luminosa. Basterà dunque un buon piano illuminotecnico per creare un effetto di parità in tutte le zone del campo.

Questo è solo un piccolo esempio, ma potremmo aggiungerne molti altri, prime fra tutte le mostre d’arte e le pinacoteche, dove le opere degli artisti tornano al loro valore cromatico reale. E che dire dei gioielli, oro, argento, pietre preziose che riluccicano attraendo l’attenzione sugli spazi espositivi.

MIGLIORARE IL BENESSERE

Come abbiamo già scritto in altre parti di questo blog, la luce led non danneggia la vista e la salute, perchè è assolutamente priva di raggi ultravioletti e raggi infrarossi. Basti pensare a quanto si esce stanchi dopo una giornata trascorsa sotto la luce di un neon, oppure davanti al visore di un computer o come ci si sente affaticati dopo una giornata passata davanti alla televisione (però oggi molti apparecchi utilizzano già monitor a led). E’ ciò che non vediamo che ci da fastidio, sono i raggi che il nostro occhio percepisce, anche se il nostro cervello non li traduce in onde visive. Il led, inoltre, è una luce assolutamente stabile, non sfarfalla e il suo decadimento comincia normalmente dopo 75.000 ore di utilizzo, quindi il conforto luminoso delle prime ore resta identico anche dopo diversi anni.

MIGLIORARE L’ASPETTO ECOLOGICO

Questo è un vantaggio del led molto interessante, perchè oggi che la coscienza dei cittadini viene sempre più sensibilizzata verso il risparmio energetico. Il fatto che una azienda abbia scelto il led per darsi luce, crea un ritorno virtuoso in termini di immagine e sollecita la stima da parte dei clienti. Chi lavora con prodotti pericolosi per l’ambiente, chi produce utilizzando molta energia per le proprie attrezzature, chi utilizza mezzi di trasporto per spostare le proprie merci di diversi chilometri deve fare sapere al proprio entourage che, laddove può, si è adoperato per limitare al massimo l’immissione di CO2 nell’atmosfera.

Prediamo il caso di una azienda che, mediante l’uso dei led, passa da un valore di potenza illuminotecnica di 10.000 watt a 3.500 watt. Poniamo anche che questa azienda spenda Euro 0,20 al kwh e che tenga accese le sue luci 10 ore per 360 giorni all’anno. Ogni anno non solo avrà risparmiato circa 7.300 Euro in bolletta, ma anche avrà evitato di immettere nell’atmosfera 4.372 chili/anno di Co2, il che equivale a che quella azienda abbia di fatto piantato 583 alberi. Un bel risultato sul piano ecologico e del marketing.

Detto questo appare sempre più opportuno che chi vende luci a led si trasformi sempre più da venditore a consulente. Partiamo prima dalla esigenza del cliente, progettiamogli una luce migliore sotto tutti gli aspetti, poi, dopo averlo convinto sul piano tecnico, gli dimostriamo numeri alla mano quanto risparmia in termini di manutenzione e di costi sulla bolletta elettrica.

Pubblicato mercoledì 01 ottobre 2014 da Alberto Mancini