In diversi articoli di questo sito e dell’allegato blog abbiamo più volte espresso e documentato la possibilità di effettuare la sostituzione delle attuali lampade tradizionali con lampade a LED, senza anticipare denaro, senza spendere denaro ma al contrario ricavandone un cash flow positivo. In questo articolo vi esponiamo un esempio di un lavoro di relamping (sostituzione delle vecchie lampade con luci a LED) che Progema ha eseguito presso una nota e prestigiosa azienda della provincia di Lecco (non ne riveliamo il nome per motivi di privacy, ma potrete trovare ampia documentazione fotografica nella nostra sezione, denominata “realizzazioni“).

Tutto il lavoro è stato eseguito con la formula del noleggio operativo per la quale, al termine di questo articolo, vi illustreremo numericamente i vantaggi.

L’azienda di cui vi parliamo è fisicamente composta da diversi capannoni produttivi, da ampi uffici, da sale riunioni e da viali esterni.

Partiamo dai capannoni. Una parte di essi era illuminata da campane contenenti lampade ai vapori di sodio da 400 e da 250 watt. L’elemento luminoso (campana) è stato interamente rimosso ed è stato sostituito con padelle pendenti della potenza di 200 e 120 watt, angolo di apertura 120°, colorazione 4000 kelvin (luce naturale). La misura dei lux al suolo è risultata così superiore del 22% rispetto alla soluzione tradizionale, con ulteriore vantaggio del fatto che il LED non perde potenza, che il LED è garantito 50.000 ore contro le 8.000 della lampada ai vapori di sodio, che il LED ovviamente consuma molta meno energia (in questo caso un po’ più del 50%). Il calcolo del risparmio deve anche tenere conto del fatto che le lampade a LED non hanno necessità del reattore, invece incluso nelle precedenti strutture, che consuma intorno ai 15 watt.

Altri capannoni erano illuminati con plafoniere contenenti ciascuna due tubi al neon da 150 centimetri. Ognuno di questi tubi consumava 58 watt. Noi li abbiamo sostituiti con tubi LED da 22 watt, con un risparmio di circa il 62%. La plafoniera non è stata modificata per non alterarne la certificazione, quindi il vecchio reattore continua a funzionare. I lux al suolo sono stati incrementati del 8%. Il cliente ha chiesto che la colorazione dei nuovi tubi fosse di 5000 kelvin (luce fredda).

I capannoni erano corredati di fari murali esterni da 250 watt, che sono stati sostituiti con altrettanti fari murali IP65 a LED da 100 watt. Si trattava precedentemente di luce gialla, mentre quella delle nostre lampade è bianca naturale. Il risparmio è del 60% netto.

Passiamo alla zona esterna dei viali, tradizionalmente illuminati con pali da 8 metri e plafoniera stradale da 250 watt ai vapori di sodio. Qui abbiamo dovuto aumentare lievemente la potenza dei lampioni a LED, per potere allargare il raggio di illuminazione e restare nelle norme di illuminazione. Abbiamo pertanto optato per lampade stradali da 140 watt (risparmio intorno al 43%) con apertura 160°. La necessità di aprire il raggio è determinata dalla distanza tra palo e palo, studiata all’origine per lampade che abbiano una forte componente di inquinamento luminoso, tipico delle lampade non a LED. Più il raggio si allarga, più deve essere la potenza impegnata. Ovviamente è stata sostituita tutta la plafoniera.

E arriviamo alla zona uffici, prevalentemente illuminata con quadrotti 60×60 ad incasso, contenenti ciascuno 4 tubi al neon da 60 centimetri, di potenza 18 watt. Come è facile rilevare, questa soluzione molto utilizzata negli uffici presenta molto spesso il problema che alcuni tubi si consumano prima degli altri, assumendo colorazioni più o meno intense, fino a fibrillare o spegnersi. La semplice sostituzione con tubi a LED da 9 watt, quindi, non solo garantisce un risparmio del 50%, ma anche consente di mantenere la medesima luce (qui abbiamo scelto i 4000 kelvin) su tutte le plafoniere per un minimo di 5 anni, senza doverle mai sostituire.

Tuttavia, non tutte le plafoniere sono state “lavorate” nello stesso modo. Per alcuni uffici, compresa la sala riunioni, è stata richiesto che i LED potessero essere dimmerabili, cioè che la loro luce potesse essere gradualmente affievolita secondo esigenza e a comando. La soluzione che è stata quindi adottata è stata quella di rimuovere completamente le vecchie plafoniere 60×60, sostituendole con quadrotti LED 60×60 super piatti da 40 watt cadauno, capaci di rispondere alle richieste del dimmer da 0% a 100%.

Infine, parliamo dei corridoi degli uffici e della zona reception, tradizionalmente illuminata da downlight tondi, di diametro 23 centimetri, contenenti ciascuno due lampadine Dulux G24 (sono quelle con i due pin disassati) di potenza 26 watt cadauna. Significa che ogni downlight esprimeva una potenza di 52 watt. Noi li abbiamo sostituiti con elementi di uguale diametr0, di potenza 25 watt con un risparmio quindi superiore al 50%. Anche in questo caso c’è da considerare che il vecchio corpo illuminante conteneva un reattore e che, quindi, anche il consumo di questo elemento non esiste più dopo il relamping.

E veniamo alla parte economica.

In totale il relamping è stato fatto su 1.172 elementi e il costo dell’operazione, compresa l’installazione e l’utilizzo delle piattaforme aeree, è stato di Euro 45.000 (arrotondiamo per difetto tutte le cifre che qui vi esponiamo). Globalmente il risparmio sulla bolletta elettrica è di Euro 31.000, quindi se il cliente avesse pagato cash sarebbe rientrato dal proprio investimento in meno di due anni, mentre la durata delle nuove lampade è stata calcolata oltre i 9 anni (considerate ore e giorni di accensione). Tuttavia il cliente ha scelto la formula del noleggio operativo, deliberato positivamente in 5 anni, con un canone annuo di Euro 11.500 pagato con 4 rate trimestrali. Questa formula di pagamento consente al cliente di risparmiare bimestralmente sulla bolletta elettrica, pagando solo successivamente il canone di noleggio. Ne consegue che, a fine anno, a fronte di un canone di 11.500 Euro il cliente ha risparmiato 31.000 Euro, quindi pagato l’impianto gli restano ancora in cassa 19.500 Euro. In sostanza, l’azienda non solo ha sostituito le vecchie luci con le nuove ma addirittura ha aumentato il suo cash flow. Ecco perchè si parla di costo zero. Anzi, questa definizione risulta assolutamente limitativa.

Un’ultima annotazione, infine, va fatta sul valore ecologico di questa operazione, che consente di risparmiare una immissione nell’ambiente di ben 24.965 chili di CO2 all’anno, il che equivale ad avere piantato 3.329 alberi. Non male neanche come operazione di marketing.

Per ulteriori informazioni scrivere a info@progemaenergia.it .

Pubblicato giovedì 25 agosto 2016 da Staff Progema