ll giorno 19 settembre 2012 il GSE ha annunciato la chiusura del primo registro sul quale era necessario iscriversi per ottenere le tariffe incentivanti previste dal Quinto Conto Energia. Questo annuncio sembra avere scatenato il panico tra diversi operatori e tra quelle persone, famiglie ed imprenditori, che hanno investito qualche soldo (a volte sono parecchi soldi) per realizzare un impianto ancora non allacciato alla rete.

In queste righe intendiamo fornire quei chiarimenti che da più parti ci vengono richiesti, oltre ad addentrarci in alcune considerazioni di merito che, a mio modo di vedere, dovrebbero essere motivo di approfondimento da parte dei media e non solo.

Il registro, primo dei molteplici previsti e che non saranno mai attivati per mancanza di fondi (così come prevede il Quinto Conto Energia), è stato chiuso il 19 di settembre ed entro i successivi 30 giorni il GSE pubblicherà la graduatoria di accesso, per il completamento dei 140 milioni di Euro disponibili come monte incentivi nel ventennio. Questo non vuol dire che da questo momento in poi non si possano più realizzare impianti fotovoltaici, perchè vi è una miriade di casi in cui non è necessario iscriversi a registro.

Primo fra tutti il caso di impianti di potenza inferiore ai 12 kwp, così come il caso di impianti dai 12 ai 20 kwp per i quali si rinunci al 20% della tariffa incentivante, così come il caso di impianti inferiori ai 50 kwp per i quali è stato previsto lo smaltimento dell’eternit o il rifacimento del tetto o il caso di impianti a concentrazione solare fino al raggiungimento di 50 milioni di Euro disponibili come incentivi nel ventennio. Si è invece esaurito il fondo di 50 milioni per gli impianti con caratteristiche innovative, per i quali ora vale la medesima procedura prevista per gli impianti tradizionali (vedi contatore GSE).

Le considerazioni cui facevo riferimento in apertura, sono principalmente due. La prima: come spesso accade chi fa le regole è il teorico e non il pratico. Nella pratica gli allacci di Enel si sono molto dilatati, anche per colpa della burocrazia che è diventata oppressiva sia per il cliente, sia per Enel, sia per il GSE. Molti Soggetti Responsabili (come sono definiti per Legge i proprietari degli impianti) hanno iniziato a realizzare l’opera nel mese di febbraio e a fine agosto non erano ancora allacciati alla rete. Business plan redatti con il Quarto Conto Energia ora sono in attesa di accettazione nel primo registro. Questa mancanza di rispetto per chi onestamente investe il proprio denaro è tipico delle politiche italiane, senza contare che la strafottenza con cui è stato redatto il Quinto Conto Energia impedisce qualsiasi forma di programmazione e, per questo, ha strozzato il mercato e le aziende. Le regole non sono certe, se non la certezza di un punto interrogativo.

La seconda considerazione è che i fondi previsti dal Quinto Conto Energia vanno esaurendosi con una velocità mai riscontrata prima, tant’è che ad oggi (scriviamo il 20 di settembre 2012) non esistono più i 50 milioni di Euro previsti per gli impianti innovativi, fondi che a fine giugno erano fermi a 12 milioni, a fine luglio a 35 milioni, a fine agosto a 54 milioni. Non mi risulta che in tre mesi in Italia siano stati realizzati impianti innovativi di questa portata. Non risulta a me e a tanti altri operatori del settore che, a quanto mi si dice, hanno ritenuto opportuno allertare la magistratura. In sostanza il Quinto Conto Energia si sta esaurendo con impianti allacciati negli ultimi giorni del Quarto Conto Energia. Semprecché siano stati allacciati veramente, come prevede la Legge.

Lorenzo Lo Vecchio

Pubblicato giovedì 20 settembre 2012 da Staff Progema