Da tempo lo si temeva. Le bollette della luce, per famiglie ma soprattutto per le aziende, subiscono una batosta annunciata. Dal primo luglio l’energia registra un ricaro del 4,3%. Lo rende noto l’Autorità dell’energia elettrica e del gas, AEEG, dalla quale ci attendiamo sempre queste “gradite” sorprese. Il motivo non è molto chiaro, ma è un dato di fatto che la corrente elettrica non aumentava da ormai un semestre, cosa assai strana perchè normalmente (quando ci va bene) gli aumenti si aggirano su una media del 6% all’anno.

Aumenta anche il gas (1,9%), ma in questo momento vogliamo occuparci solo del fattore elettricità.

La spiegazione ufficiale è che il rincaro è dovuto a una  significativa crescita dei costi di dispacciamento, cioè dei costi che il gestore della rete elettrica nazionale, Terna, deve sostenere affinché la rete stessa funzioni correttamente. Come dire: quello che guadagno me lo metto in tasca, mentre la manutenzione e gli investimenti li faccio pagare all’utente.

Il ragionamento filerebbe se, a fronte di tali migliorie, nelle case e nelle aziende arrivasse una qualità migliore dell’elettricità, ma siccome sappiamo bene che questo non è possibile ci pare assolutamente ingiustificato questo tipo di spiegazione.

La qualità della luce e il suo costo, però, si possono migliorare. Sono sempre di più le aziende che ormai si stanno convertendo a sostituire l’illuminazione interna ed esterna tradizionale, con le luci a LED, che offrono migliore comfort, maggiore durata e soprattutto un sensibile abbattimento dei consumi, che oggi possono rasentare anche l’85% di risparmio.

Un investimento in tal senso  si ripaga in meno di due anni, ma con la formula del noleggio operativo la conversione in LED spesso avviene a costo zero, quasi sempre migliorando il cash flow stesso dell’azienda. In questo caso i LED non rappresentano un costo, ma al contrario producono liquidità. Alla faccia dei rincari energetici.

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Pubblicato venerdì 01 luglio 2016 da Staff Progema