Il fatto di parlare di energia nucleare in un blog dedicato alle fonti rinnovabili è un atto dovuto. Se faccio questo mestiere ed ho scelto questo settore per il mio lavoro, non è soltanto per spirito imprenditoriale, ma è anche perchè ritengo una fortuna potere esercitare la professione in una attività che fa bene alla natura, alla gente e tiene soprattutto al riparo di amare soprese le generazioni future.

E’ un dovere ancor più su un blog come IMPIANTI PANNELLI SOLARI, perchè ormai raggiungiamo punte di oltre 700 lettori al giorno, certificati da Google, il 80% dei quali è un lettore che ci raggiunge per la prima volta. Vale a dire che, se queste pagine costituissero una rivista mensile in edicola, noi potremmo contare su una tiratura di circa 17.000 copie, tutte vendute. Un risultato che, per un blog tematico, è davvero confortante.

E’ un dovere, inoltre, quando viene il dubbio, più che fondato, che nella programmazione economica di questo Paese il nucleare e le energie rinnovabili si confrontino come su un mercato antitetico, nonostante le dichiarazioni del ministro Romani, a Porta a Porta, ove (“excusatio non petita”) si precisava che i due settori non sono per nulla in conflitto.

Difatti, in linea di logica, in ogni Paese ove esista il nucleare, negli ultimi anni è stato dato nuovo e vigoroso impulso alle energie rinnovabili, salvo che in quei paesi non esiste un ministro dell’ambiente (noi abbiamo la Prestigiacomo) che dichiari, a proposito del Forum sul Nucleare da poche settimane avviato in Italia, che finalmente il nostro popolo ha un punto di riferimento certo per quanto riguarda l'”energia pulita“.

E qui nascono le preoccupazioni sulle dichiarazioni e la necessità di ragionare.

Facciamo un passo indietro e torniamo a Porta a Porta, dove in uno scambio mutualistico di domande e risposte “casuali”, il ministro Romani faceva osservare a Bruno Vespa che un reattore nucleare da 8.000 megawatt costa soltanto 3 miliardi di euro, facendo ovviamente scattare nel conduttore lo stupore sul risparmio che lo Stato italiano avrebbe se, invece di costruire 8.000 megawatt di rinnovabili costruisse una centrale nucleare da 8.000 megawatt. Il confronto delle cifre era infatti tra i 3 miliardi del costo del reattore e i circa 90 miliardi in termini di incentivi nell’arco temporale di 20 anni.

E allora, visto che non tutti gli italiani prestano così fede al mondo della pubblicità, cerchiamo di aprirci gli occhi e di fare quattro conti, lapis all’orecchio e carta zucchero per scrivere.

Se una centrale nucleare da 8.000 megawatt costasse davvero 3 miliardi (il ministro parlava del reattore e Vespa lo ha fatto diventare una centrale) con soli 18 miliardi di euro noi avremmo dato energia a tutte le famiglie italiane. Il conto è questo: 8.000 megawatt sono 8.000.000 di chilowatt, vale a dire la potenza necessaria per 2.666.000 famiglie italiane, un sesto della popolazione. Moltiplicati i 3 miliardi per sei, si arriva a 18 miliardi.

A seguire, la domanda che si pone è questa: quanto consumano le famiglie italiane rispetto al fabbisogno energetico nazionale? Risposta: il 60%, quindi 18 miliardi di euro sono il 60% di 30 miliardi di euro, con i quali, se quanto dichiarato a Porta a Porta fosse vero, si darebbe energia nucleare a famiglie, aziende, comuni, provincie, regioni. Molto bene. Allora, ci si chiede, perchè il ministro Romani ha detto, nella stessa trasmissione, che sono stati stanziati 30 miliardi di euro per raggiungere l’obiettivo del 25% di produzione da nucleare, rispetto al fabbisogno italiano? La risposta è molto semplice: non è vero che una centrale da 8.000 megawatt costa 3 miliardi di euro. La verità è che una centrale di quel tipo costa esattamente 54 miliardi di euro. C’è una bella differenza.

Quanto al calcolo del costo per lo Stato di una uguale centrale ad energia rinnovabile, credo che non possa esservi un metro di paragone e che sia profondamente scorretto raffrontare il costo di realizzazione di un’opera con il suo mantenimento. Quanto costa gestire in 20 anni una centrale nucleare, sia in termini di personale addetto, sia in termini di manutenzione, sia in termini di acquisto della materia prima? Ve lo dico subito: ai 54 miliardi iniziali, vanno aggiunti 8 miliardi di euro all’anno, che in 20 anni fanno esattamente 160 miliardi, oltre i 54. Totale 20 anni uguale euro 214 milioni.

Questi sono i conti del nucleare. Ed allora, ci si chiede ancora, qual è l’attuale interesse di una nazione a costruire centrali nucleari, abbattendo gli incentivi sulle rinnovabili? In questo momento davvero nessuno. io vedo solo negatività e pericoli per la salute delle nsotre genti. Sinceramente io non costruirei una centrale nucleare neppure se poi mi dessero l’energia gratis, principalmente per un senso di responsabilità verso le generazioni a cui dovrò consegnare questo pianeta.

E’ inutile dire, mi sembra, che la battaglia sarà dura, perchè quando non c’è una logica nel fare le cose, la motivazione è puramente speculativa ed è una motivazione così allettante, che le lobby sono ormai uscite allo scoperto, con le loro radio, le loro televisioni e i loro giornali. L’impressione è che, mentre le energie rinnovabili distribuiscono i benefici economici su tutta la popolazione, il nucleare lui concentra sui soliti noti. Non mi stupirei se le centrali fossero costruite da Impregilo, Ligresti e quant’altri.

Una speculazione grave, dalla quale il nostro governo dovrebbe tutelarci e metterci al riparo, e che invece viene giocata sulla pelle dei nostri e dei loro figli e nipoti, con il massimo disprezzo e senza nessuna pietà. Tanto, una volta incassati i soldi, questa generazione di politici sarà già morta e sepolta. Almeno come politici.

Che le lacrime che oggi gonfiano gli occhi del popolo giapponese possano essere per noi come una sorta di collirio per vederci finalmente chiaro. Gli italiani non sono stupidi, spesso si lasciano condizionare, ma prima o poi si svegliano.

Lorenzo Lo Vecchio

Pubblicato venerdì 18 marzo 2011 da Staff Progema