Cominciamo subito con una domanda: conviene? La risposta senza menzogne è che conviene e lo è ancor di più se il sistema che stiamo per descrivervi sarà associato ad un impianto fotovoltaico che, tuttavia, non risulta indispensabile. Diciamo anche che quanto sarà esposto qui di seguito con ragionamenti e numeri non deve essere interpretato dal punto di vista meramente economico, ma deve entrare nell’ottica di una coscienza civica, di una indipendenza dalla rete  gas, di un benessere da trasferire a figli e nipoti, anche se su questo ultimo punto sentiamo dire che per figli e nipoti “abbiamo già fatto tanto”, senza però considerare che abbiamo anche distrutto tanto di più. Ci rendiamo anche conto che non tutti coloro che conducono una vita il più possibile eco-sostenibile hanno la possibilità fisica e finanziaria di impegnarsi anche verso il tipo di investimento di cui stiamo per parlare.

Riscaldarsi con l’energia elettrica  è oggi possibile grazie a nuove tecnologie che tra poco illustreremo. Vediamo come.

Oggi esistono sul mercato radiatori elettrici, facilmente applicabili a parete, senza la necessità di alcun impianto particolare, se non di una semplicissima presa elettrica, le cui peculiarità sono quelle di consumare relativamente poco rispetto alla loro potenza, di diffondere il calore uniformemente nei locali in cui si trovano, di adeguarsi ecletticamente alla programmazione per un utilizzo intelligente, di registrarsi sul minimo consumo possibile nell’arco delle loro funzionalità.

Questo genere di radiatori, eleganti e silenziosi, sfruttano la circolazione spontanea dell’aria al loro interno (quindi in totale assenza di ventole), producendo un effetto di calore dolce anche mediante la loro ampia superficie frontale riscaldata elettricamente in modo uniforme. Il doppio sistema (potenza convettiva e potenza elettrica) consente di raggiungere molto rapidamente il tipo di riscaldamento desiderato. Una volta raggiunto questo obiettivo, avvolgente e senza correnti d’aria percepite, la potenza elettrica impiegata si adatta al minor consumo ottimizzando la sua funzionalità. A bordo, inoltre, esiste un sistema di raggi infrarossi che consente la programmazione, anche in remoto, per ogni ora del giorno e della settimana. I radiatori di cui vi parliamo consentono così di evitare costosi impianti idraulici oltre ai costi per il carburante, gasolio, metano o pellet che sia.

Ovviamente l’energia elettrica ha essa stessa un costo, che non è indifferente, ma contrariamente al metano o al pellet, l’energia elettrica può essere autoprodotta e auto consumata grazie ai pannelli fotovoltaici. Questo mix di impianti elettrici e di produzione elettrica creano un ciclo virtuoso straordinario, ma già utilizzando i soli pannelli elettrici a basso consumo la bolletta elettrica risulta inferiore a quanto si spenderebbe con il gas, senza contare che la soluzione di cui stiamo parlando non ha bisogno di alcun impianto idraulico, ma di una semplice presa elettrica e di un contatore più potente di quello normalmente installato nelle abitazioni.

Dobbiamo fare degli esempi, ma prima di passare al raffronto con i consumi elettrici, dobbiamo sottolineare che, pur disponendo di termovalvole su ogni termosifone riscaldato con il metano, la programmazione del calore all’interno dei singoli ambienti è sempre piuttosto limitata, senza contare che tra il costo della termovalvola e la sua installazione si pareggia quasi il costo di un radiatore elettrico. Quest’ultimo consente invece una programmazione oraria differenziata, grazie alla scheda domotica di cui sono dotati, ottimizzando i consumi.

Vediamo adesso cosa succede sul piano dei consumi e dei relativi costi con un radiatore elettrico.

Per una casa di 90 mq, altezza di metri 2,80 (252 metri cubi) servono 75 watt di potenza elettrica ogni metro quadro, quindi complessivamente 6.750 watt, che arrotondiamo a 7 chilowatt di potenza. Attenzione: non stiamo parlando di potenza impegnata ma di potenza nominale, perché come vedremo la potenza impegnata è nettamente inferiore. La stima di accensione dei radiatori nell’arco di una giornata è di 6,71 ore, in quanto il sistema convettivo non consuma corrente e la programmazione consente di sviluppare il massimo calore desiderato solo nelle ore in cui la permanenza negli ambienti lo richiede. Di fatto ci atteniamo alla seguente tabella di accensione oraria giornaliera, su cui calcoleremo una ottimizzazione del sistema pari al 30% sulla potenza nominale:

  • Ottobre 8h/gg = 56 kwh/gg
  • Novembre 9h/gg = 63 kwh/gg
  • Dicembre 11h/gg = 77 kwh/gg
  • Gennaio 11h/gg = 77 kwh/gg
  • Febbraio 11h/gg = 77 kwh/gg
  • Marzo 6h/gg = 42 kwh/gg
  • Aprile 4h/gg = 28 kwh/gg

Il nostro intero sistema consumerebbe pertanto mediamente 43,27 chilowattora al giorno, per un totale di 7.399 chilowattora all’anno, se il loro funzionamento sfruttasse ogni singolo elemento al 100% della sua potenza. In realtà, come detto, dovremo calcolare una ottimizzazione minima del 30%, quindi il nostro consumo sarà abbattuto a 5.179 chilowattora annui. Considerando un costo di Euro 0,20 al chilowattora, il costo dei nostri consumi elettrici per il riscaldamento sarà di Euro 1.035 all’anno. Riassumiamo anche qui con una tabella.

  • 90 mq
  • 75 watt/mq
  • 6.750 watt totali
  • Arrotondamento a 7.000 watt, quindi 7 kw
  • 43,27 kwh/gg (consumo giornaliero)
  • 171 gg
  • 5.179 kwh/anno
  • € 0,20/kwh
  • € 1.035/anno

Il costo di un sistema di radiatori che raggiunga i 7 kw necessari per la casa presa ad esempio è di Euro 1.850, considerando cinque radiatori da 1.300 watt (cucina 1 – soggiorno 2 – 2 camere 1)  e un radiatore da 500 watt (bagno). Se consideriamo questo costo rispetto a quello di una caldaia a pellet è sicuramente inferiore, se lo paragoniamo a quello di una buona caldaia a metano è più o meno uguale. Nettamente inferiore è invece il costo dell’installazione che, nel caso dei radiatori elettrici, è inesistente. Tutti i radiatori sono dotati di display elettronico e di scheda per la programmazione in remoto mediante telecomando.

Infine, resta un’ultima considerazione: mentre il gas non possiamo produrlo domesticamente, per l’energia elettrica è possibile grazie ai pannelli fotovoltaici. A questo punto, l’energia che ci serve per scaldarci, ce la produciamo da soli e in più ne possiamo detrarre i costo con il 50% previsto per l’efficientamento energetico.

Per informazioni, chiarimenti e installazioni scrivere a info@progemaenergia.it

Pubblicato martedì 01 novembre 2016 da Staff Progema