Torniamo a parlare di fotovoltaico, che da qualche tempo ha ripreso vita, sia grazie alle detrazioni del 50% previste per chi realizza gli impianti, sia per le crescenti prestazioni dei sistemi di accumulo, sia per i continui aumenti della bolletta elettrica.

E’ fuori dubbio che si tratta di un settore dove gli affari sono andati benissimo per aziende e clienti, ma che fin dalla sua nascita è stato tormentato da normative in continua modificazione, che hanno mostrato quanto poco i tecnici nazionali e, più signatamente, ministeriali siano preparati e competenti. Oltre a questo la politica e le lobbies hanno fatto il resto e lo sappiamo bene, considerate le infinite scritture dei Conti Energia, arrivati alla quinta edizione in soli sei anni.

Attenzione, perché non è finita. Oggi esiste il rischio concreto che venga sospesa l’erogazione degli incentivi già consolidati e il servizio di ritiro dedicato e di scambio sul posto, perché nuove normative impongono adeguamenti agli impianti di potenza superiore ai 6 kwp, sia in bassa che in media tensione, entrati in esercizio entro il 31 marzo 2012. Gli adeguamenti debbono essere effettuati prevalentemente entro il prossimo mese di giugno 2014.

Cosa sta succedendo? C’è molta confusione, come sempre, ma cerchiamo di semplificare per chi ci legge.

Risaliamo alla delibera numero 84/2012/R/eel della Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG), la quale evidenzia che, sia per un allineamento alle diposizione europee (norma CEI 0-21), sia per motivi di sicurezza sulla rete, è necessario adeguare gli inverter degli impianti in bassa tensione di potenza superiore a 6 kwp e in media tensione di potenza fino a 50 kwp, in modo che rimangano sempre connessi alla rete elettrica per frequenze tra 47,5 Hz e 51,5 Hz, dotando gli stessi di interfaccia di protezione, certificata in loco.

In effetti, la nuova delibera n. 243/2013/R/EEL del 6 giugno 2013 impone dette modifiche ai proprietari degli impianti e assegna  ai distributori di energia (leggi Enel) l’onere di raccogliere le documentazioni attestanti l’avvenuta modifica e la successiva trasmissione degli atti al GSE, che ha obbligo di sospendere l’erogazione degli incentivi e il servizio di ritiro dedicato e di scambio sul posto, fino a quando gli impianti non si saranno adeguati alla delibera AEEG.

In sostanza i proprietari degli impianti dovranno richiedere agli installatori di intervenire per le modifiche necessarie e, successivamente, dovranno inoltrare a Enel un’auto certificazione in tal senso. Enel avrà la possibilità di effettuare controlli a campione.

Pubblicato domenica 12 gennaio 2014 da Staff Progema