C’è un po’ di confusione! C’è confusione perchè nelle dichiarazioni del ministro Clini (Corrado Passera brilla per i suoi silenzi) c’è una grande ammirazione per le energie rinnovabili e per i posti di lavoro che queste energie garantiscono agli italiani, ma poi l’unico settore in cui il governo agisce per ridurre l’incentivazione allo sviluppo è proprio quello delle rinnovabili.
C’è confusione perchè tra le energie rinnovabili si annoverano anche energie alternative che dipendo stratamente dai costi della materia prima, come ad esempio le bioenergie.
C’è confusione perchè il governo afferma di volere rilanciare l’industria italiana nelle rinnovabili, ma il Quinto Conto Energia punta diretto sulla strada delle importazioni a basso costo: minori incentivi, uguale a minor costo dell’impianto, uguale a materiale extracomunitario. Peraltro non esiste neppure più il premio del 10% sui materiali europei.
C’è confusione perchè il governo afferma che ci vuole meno burocrazia e, in effetti, favorisce lo sviluppo di energie alternative (leggi cogenerazione ed eolico), che sul piano autorizzativo hanno necessità di un iter  previsto intorno ai due anni.
C’è confusione perchè il governo dice di volere proseguire sulla strada del rispetto dell’ambiente ed invece ha tolto il premio di 0,05 Euro sullo smaltimento dell’eternit.
C’è confusione perchè si dice che le energie rinnovabili gravano sulle bollette degli italiani per via degli incentivi, ma il ministro Clini avverte che, nonostante i tagli previsti dal Quinto Conto Energia, la bolletta elettrica non diminuirà, anzi sono previsti aumenti.

E, allora, è il momento di dare un valore reale alla nostra spesa elettrica, con una analitica suddivisione dei costi, così come anche pubblicato sul sito della AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas).

Prendiamo una bolletta tipica di una famiglia italiana di 4 persone, che consuma mediamente dai 2.800 ai 3.000 kwh annui. Secondo le nuove tariffe in vigore dal mese di aprile, alla fine dell’anno questa famiglia avrà speso, euro più euro meno, intorno ai 600 Euro. Come sono suddivisi i costi all’interno della bolletta? Ecco l’elenco:

  • Euro 342 per i servizi di vendita, che comprendono il costo vivo dell’energia, i costi di commercializzazione (fra cui anche i costi postali e di lettura remota), i costi di trasporto (che a loro volta comprendo gli alti costi di dispersione dell’energia sulla rete). La rete fa acqua ma la paghiamo noi.
  • Euro 81 per i servizi di rete, quali aggiornamento dei sistemi, manutenzione delle cabine, pronto intervento, ecc.
  • Euro 94 per gli oneri di sistema, che comprendono :
  1. gli incentivi alle rinnovabili (82 Euro, di cui solo la metà è relativa al fotovoltaico ed una buona parte riservata ai CIP6 che da anni non sono più in vigore),
  2.  i regimi speciali per le FS (2 Euro),
  3. gli oneri per la messa in sicurezza del nucleare e le compensazioni territoriali (il nucleare in Italia non c’è ma ci costa circa 4 Euro all’anno),
  4. le compensazioni alle aziende elettriche minori (2 Euro),
  5. il sostegno alla ricerca (Euro 0,50)
  6. la copertura del bonus elettrico (Euro 0,50)
  7. la promozione dell’efficienza energetica (3 Euro)
  • Euro 83 per le imposte.

A questo punto non si comprendono alcune piccole sottigliezze, quali i costi per il nucleare, per il CIP6, per la promozione energetica. Anche relativamente alle tasse va detto che chi produce energia, paga quella parte del valore di vendita che rientra nel reddito di impresa. Perchè, dunque, pagare altre tasse anche sui consumi? Quella energia viene tassata due volte.

Chiariti gli aspetti più macroscopici dei costi delle bollette elettriche, ci sarebbe da dissolvere i fumi delle rimanenti parti confusionali in premessa.  Forse non vi possono essere migliori spiegazioni, quando il sacco delle bugie è ormai vuoto.

Lorenzo Lo Vecchio

 

Pubblicato mercoledì 18 aprile 2012 da Staff Progema