Ho letto recentemente un appello al Governo per il rilancio del fotovoltaico in Italia.  Premetto che è bene accetta qualsiasi azione possa aiutare questo settore, troppo spesso bistrattato con poca coscienza dalle autorità competenti e dalla politica, che si è lanciata sul malloppo, depredandolo a scapito del cittadino.

Ad ogni modo penso che già oggi gli impianti fotovoltaici siano una operazione intelligente da parte di proprietari di abitazioni o di aziende, discretamente incentivata sotto il profilo delle agevolazioni fiscali. Troppo spesso si fa confusione tra i vari articoli della recente Legge di Stabilità, varata dal governo nel dicembre 2013, e le agevolazioni fiscali relative alla ristrutturazione edilizia.

Separiamo le due cose.

Le agevolazioni fiscali che riconducono ad una detrazione che, dal 2014 al 2016, varia da una aliquota minima del 36% ad una aliquota massima del 65%, fanno parte del testo che si riferisce agli interventi per la riqualificazione energetica degli edifici e al risparmio energetico, che comprendono, infissi, caldaie, pompe di calore, impianti di riscaldamento in generale, pannelli solari atti alla produzione di acqua calda. In questo caso le detrazioni sono imputabili su IRPEF e IRAP.

Le agevolazioni fiscali che riconducono invece ad una detrazione fiscale sull’IRPEF, pari al 50% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 96.000 Euro, sono relative alla ristrutturazione edilizia e sono state prorogate fino a tutto dicembre 2014, includendo in esse anche la realizzazione di impianti fotovoltaici. In sostanza, per chi realizza un impianto fotovoltaico pagandolo, ad esempio, 50.000 euro, può detrarre dalla propria dichiarazione dei redditi 25.000 euro, spalmandoli in dieci anni, quindi la detrazione annuale sarà di 2.500 euro.

Sinceramente, mi sembra che non ci si possa lamentare, soprattutto perché l’impianto fotovoltaico offre già di per se stesso un forte vantaggio a chi lo acquista, soprattutto in termini di risparmio sulla bolletta elettrica attuale e su tutti gli aumenti che, nell’arco della vita dell’impianto – minimo 25 anni, incideranno pesantemente sul costo dell’energia, come fin qui è accaduto. A questo si aggiunga che l’IVA sugli impianti fotovoltaici è rimasta al 10% e non è stata quindi riportata al 22%, come in un primo momento sembrava dovesse accadere.

A questo punto è bene ricordare anche che possono usufruire delle suddette agevolazioni tutti gli impianti realizzati su edifici esistenti fino ad un massimo di 50 kwp per una superficie massima occupata di 500 mq. I soggetti che possono accedere alla detrazione sono i proprietari degli edifici, i titolari di un diritto reale sulla superficie di riferimento, gli inquilini o i comodatari, i soci di cooperative, i soci di società semplici, gli imprenditori di aziende ove l’intervento sia stato realizzato su un immobile strumentale per l’attività dell’azienda.

Cosa bisogna fare al fine di ottenere la detrazione fiscale sugli impianti fotovoltaici? Innanzi tutto è necessario pagare gli impianti mediante bonifico bancario, indicando la fattura di riferimento e i dati di chi paga e di chi riceve il pagamento. Sulla fattura deve essere indicato chiaramente il tipo di intervento realizzato, in modo che la banca possa effettuare la ritenuta d’acconto del 4% al fornitore, versando direttamente il dovuto alla Agenzia delle Entrate.

Infine, la dichiarazione dei redditi di competenza dovrà indicare con esattezza i dati catastali dell’immobile, per la cui ristrutturazione si detrae il dovuto.

Pubblicato mercoledì 29 gennaio 2014 da Staff Progema