Da una ricerca presentata oggi dall’Università Bocconi di Milano è emerso che produrre energie rinnovabili in Italia (il secondo importatore al mondo di energia elettrica), è un buon affare per le imprese e con rendimenti interessanti; soprattutto chi l’energia la acquista realizza un risparmio notevole”

Alessandro Nova, ricercatore del Dipartimento di Finanza della Bocconi, che ha coordinato lo studio. ” Quando si ragiona sulla produzione da fonti rinnovabili, lo si fa in genere pensando a chi investe, produce e vende energia alla rete. Questo vuol dire vendere ad un prezzo attorno agli 8 eurocent al kilowatt. Se guardiamo invece sotto il profilo di produttori industriali che producono (solo) per sé o (riuniti in un) consorzio, per loro, che hanno pagato nel 2008 fra 12 e 13 eurocent al kilowatt, il risparmio è più consistente del guadagno (dalla vendita)”.

A rendere la realizzazione di impianti fotovoltaici appetibile, dice ancora Nova, oltre ai rendimenti relativamente elevati, c’è il fatto che siano a rischio abbastanza basso, grazie a ricavi e costi facilmente quantificabili e variabili di rischio che per eolico e fotovoltaico non ci sono visto che le materie prime sono vento e luce. Rilevando che questa delle fonti rinnovabili, al di là dell’obbiettivo prefissatosi dall’Ue (20% di energie rinnovabili) da raggiungere entro il 2020, sarebbe a maggior ragione una strada conveniente per tutti i settori ad alta intensità energetica, come elemento di competitività strutturale, rispetto ad aziende di Paesi come la Francia che producono pagando meno l’energia.

fonte: Wall Street Italia

Pubblicato sabato 28 febbraio 2009 da Staff Progema