Lo so che sembra un paradosso ma, nonostante la crisi, alcuni capitoli di spesa sono ormai diventati una esigenza, quando si tratta di rispettare alcune Leggi che, volenti o nolenti (ma comunque necessarie) sono state scritte negli anni in cui l’attacco piratesco all’euro non era neppure prevedibile. Ovviamente nessuno ha mai pensato di venirci incontro sospendendone gli effetti anche penali. Così, quando gli imprenditori e i liberi professionisti non potranno rispettare i parametri fissati dagli studi di settore, volenti o nolenti il fisco prima ed Equitalia poi entreranno in azione per dare il colpo di grazia (speriamo non definitivo, ce lo auguriamo tutti). Così, alla scadenza dei termini fissati dalle Regioni prima e dai Comuni poi anche l’eternit sopra le abitazioni private e sopra i capannoni industriali sarà inevitabilmente da smaltire, pena la dichiarazione di inagibilità del sito.

Fino a tutto il 2011, correva in soccorso il fotovoltaico che, grazie agli alti incentivi del Conto Energia e grazie al premio previsto per la concomitanza di un impianto costruito in simbiosi al rifacimento della vecchia copertura in cemento amianto, permettevano di costruire un business plan favorevole, ove si poteva finanziare la nuova copertura e l’impianto fotovoltaico, coprendo interamente la rata con i proventi del Conto Energia.

La crisi in atto e l’avvento del Quinto Conto Energia, a far data dal 27 agosto 2012, sembra avere scoraggiato molti di coloro che, di buona volontà, avevano previsto un’operazione come quella sopra descritta per la manutenzione del proprio tetto.  Il mal di spread ci condiziona un po’ tutti, anche dal punto di vista della salute, ma l’eternit è assai più pericoloso (anche perché è lento a colpire ma colpisce) e sostituirlo con un impianto fotovoltaico è ancora conveniente.

Facciamo dunque due conti. Prendiamo una superficie tipo di 300 mq. sulla quale esiste eternit da smaltire, in una località del settentrione italiano, ove l’irraggiamento solare è minore (1.150 kwh/kwp). Il tetto si presenta su due falde, di cui è usufruibile solo la falda sud per l’impianto fotovoltaico. Ipotizziamo dunque che, anche per una convenienza legata ai permessi burocratici ulteriormente aggravati dal Quinto Conto Energia (grazie, caro Governo, per il fatto che ti dimostri così sensibile ai problemi dei tuoi fratelli italiani!) si decida di realizzare in sostituzione all’eternit un impianto di 12 chilowatt picco. Esaminiamo spannometricamente costi e ricavi.

  • Lo smaltimento dell’eternit costa Euro 10/mq, quindi totali Euro 3.000
  • Le pratiche ASL costano Euro 400.
  • La messa in sicurezza del cantiere costa Euro 500
  • La nuova copertura costa Euro 22/mq, quindi totali Euro 4.488 (mq. 300 – mq. 96 dedicati al fotovoltaico)
  • L’impianto con caratteristiche innovative (che sostituisce quindi la nuova copertura – Costa un po’ di più ma sono molto più convenienti gli incentivi) costa Euro 32.000.
  • Pratiche di progettazione e autorizzative verso il Comune, Enel e GSE incluse nel prezzo
  • La lattoneria di raccordo è inclusa nel prezzo (salvo particolari condizioni di usura di quanto già esiste).

Totale della spesa Euro 40.388 + IVA (al 21% per il tetto e al 10% per il fotovoltaico).

Vediamo quali sono i ricavi:

  • Detrazione fiscale al 55% in 10 anni per il costo del tetto
  • Detrazione fiscale al 9% all’anno per il costo del fotovoltaico
  • Euro 79.488 per gli incentivi dell’impianto con caratteristiche innovative (in 20 anni). Calcolo effettuato per la sola vendita dell’energia, senza autoconsumo.
  • Euro 5.520 quale premio per lo smaltimento eternit (in 20 anni)

Totale dei ricavi Euro 85.008 + beneficio delle detrazioni fiscali. Ricavo medio annuo Euro 4.250,40.

Se finanziamo l’operazione ad un tasso del 4,5% in 15 anni, la rata della banca è pari a Euro 3.761. Pertanto, anche senza l’autoconsumo (per il quale i valori in positivo sarebbero superiori), lo smaltimento dell’eternit esce a costo zero. Se si ha la volontà di agire in questo senso, si deve fare in fretta, perchè gli incentivi del Conto Energia non sono eterni, anzi si vanno ad esaurire rapidamente.

Lorenzo Lo Vecchio

 

Pubblicato mercoledì 25 luglio 2012 da Staff Progema