Questo è un bel argomento: usare le luci a led per illuminare le abitazioni private. E’ un bel argomento, perché è tutt’altro che banale, anzi è molto complesso. Chi scrive non è un architetto, ma un tecnico che conosce bene le potenzialità del led, i suoi benefici e i suoi limiti. Chi scrive ha sperimentato in diverse situazioni abitative e, quindi, riporta le proprie esperienze su questo blog.

Ho voluto precisare che non si tratta di un argomento banale, perché il pericolo è proprio lo si valuti come tale, prima di tutto da chi acquista, in secondo luogo da chi vende e in terzo luogo da chi progetta. Oggi, difatti, sono molti coloro che si chiedono e ci chiedono se convenga sostituire le vecchie lampade di casa con lampadine a led in termini di risparmio energetico ma noi, nella nostra qualità di project manager, siamo abituati a partire da un business plan che, nel caso delle abitazioni private, non è uno strumento troppo convincente. Non è facile calcolare le ore di accensione delle singole lampade nel corso dell’anno, laddove la variabile dipende dalla diverse abitudini di ciascuno.

Parliamo, allora, di nostre convinzioni personali (mie e di chi studia con me). Ci sono molte famiglie che utilizzano ancora le vecchie lampade ad incandescenza (per essere chiari quelle che contengono il filo di tungsteno). Sono lampade che vanno sostituite, perché consumano troppo, disperdono energia soprattutto sotto forma di calore, non sono più legali. Dovendole sostituire, conviene certamente utilizzare lampade a led, che durano di più delle lampade a risparmio energetico e, parlando appunto di risparmio energetico, consumano molta meno energia. Una lampada con attacco E27 (quello a vite, per intenderci) e tecnologia a led con 12 watt illumina quanto una lampada a risparmio energetico di 24 watt. Inoltre la sua durata è di 50.000 ore contro le 8.000 della lampada ad incandescenza.

Ci sono, invece, molte famiglie che usano già le lampade ad incandescenza, a basso consumo. In questo caso, conviene acquistare la lampada a led soltanto quando l’incandescenza comincia a sfarfallare.

Tutto questo, ovviamente, se esaminiamo il problema sotto il profilo del risparmio energetico, perché se lo esaminiamo dal punto di vista della coscienza ecologica, allora qualsiasi sacrificio o business plan viene superato da una filosofia comportamentale ineccepibile e del tutto condivisibile.

Fin qui, sembrerebbe un teoremino di facile soluzione ma non è così. Difatti, arredare la casa con le luci a led è molto diverso che non utilizzare questa tecnologia negli uffici, nei magazzini, nell’industria. Il led si comporta in modo assai differente dalle precedenti tecnologie quindi, aldilà della necessità di stabilire la quantità di lumen reali del prima e del dopo intervento, è necessario capire dove viene indirizzato il fascio di luce, stante un supporto creato per ospitare un altro genere di lampadina e quindi un altro genere di tecnologia. Qui subentra il parere dell’architetto o del project manager. Spesso, anzi quasi sempre, la sostituzioni della lampadina su certi elementi di arredo crea un gioco di luce poco gradevole, dispersivo e insufficiente. La medesima attenzione va esercitata anche sull’arredo dei negozi.

Cerco di spiegarmi meglio. Prendiamo una applique a muro che al suo interno alloggia il sistema di avvitamento della lampada. Spesso, per questioni di spazio, questo aggeggio si trova diretto verso l’esterno, coricato in orizzontale, oppure orientato verso l’alto. In questa situazione una lampadina tradizionale irradia la propria luce a 360° ed in ogni direzione in modo uniforme. Una lampada a led, invece, ha un irraggiamento a 120° – 160° con un fascio di luce che segue la direzione verso cui è orientata la lampadina. Questo comportamento crea un gioco di ombre che, spesso, è indirizzato proprio laddove, al contrario, si vorrebbe la migliore destinazione del fascio luminoso.

Questo problema, ovviamente, non si verifica quando le lampade alloggiano nei classici lampadari in verticale, ove l’uso del led è straordinariamente performante.

La particolarità di come si comporta il led è così diventato nuovo spunto di creatività negli arredi delle nuove abitazioni e nelle ristrutturazioni. Ora si può illuminare sfruttando gli zoccolini del pavimento, gli stipiti delle porte, la stessa mobilia. E’ necessario per questo affidarsi a professionisti. Gli stessi elettricisti si affidano oggi a studi di prefattibilità esterni da parte di chi fornisce loro un servizio completo di approvvigionamento.

Come spesso dico, andare al supermarket e comperare la lampada non è l’idea migliore.

Pubblicato martedì 08 ottobre 2013 da Staff Progema