Normalmente, quando si scrive un articolo relativo a qualsiasi tipo di argomento, si evita di iniziare con i puntini di sospensione. In questo caso è d’uopo. Questo è il modo più concreto di iniziare un servizio giornalistico e di commento, cui tutti siete invitati a partecipare, parlando di energia elettrica, di rincaro delle bollette, di impianti fotovoltaici, di pannelli solari che producono chilowattora con la luce del sole. Iniziamo dunque così.

…. E adesso tutti si accorgono che non è vero, ora come mai, che l’energia elettrica con la quale illuminiamo le nostre case e facciamo viaggiare le nostre industrie è destinata, nel tempo, a costare meno.

L’anno scorso, dopo un andamento del prezzo del greggio che ha superato i 150 dollari al barile e che in poco più di due anni aveva fatto crescere le nostre bollette di circa il 15%, alcuni falsi analisti avevano profetizzato che vi sarebbero stati cali vistosi e conseguenti risparmi. Noi, che andavano, andiamo e preseguiremo ad andare a vendere impianti fotovoltaici, preparavamo business plan per i nostri futuri clienti, programmando costi e ricavi nell’arco di un ventennio, tanto quanto è prevista la durata del contributo del Conto Energia. Nel suddetto elaborato calcolavamo un incremento annuo del costo del chilowattora pari a circa il 3%, considerando anche un ragionevole tasso di inflazione.

La valutazione generale ci portava a dire che, non soltanto l’impianto fotovoltaico poteva essere costruito a costo zero, in quanto gli eventuali finanziamenti bancari venivano reitegrati dal Conto Energia, ma anche il risparmio per l’autoconsumo andava rivalutandosi, man mano che la bolletta era destinata a crescere. Di fatto, ancora oggi diciamo che con l’installazione di un impianto fotvoltaico dedicato all’autoconsumo si blocca il costo dell’energia, tale che ogni futuro aumento dellla bolletta elettrica diventi, in effetti, un maggior risparmio.

Qualcuno aveva cercato di smentirci, affermando che le bollette sarebbero state meno care e, soprattutto, con l’avvento del nucleare gli italiani avrebbero considerevolmente risparmiato sui costi dell’energia.

Una balla colossale. Scindiamo le due cose. Innanzi tutto (è la storia che ce lo insegna), non abbiamo mai visto una riduzione (se non l’anno scorso per qualche misero centesimo) del costo della bolletta. Gli eventi di questi giorni, in Libia come in altri Paesi arabi, ci portano a ipotizzare che, fin dal prossimo bimestre, riscontreremo rincari fino al 3,6%. In secondo luogo abbiamo sempre sostenuto che il nucleare non è una fonte inesauribile di energia, la materia prima va acquistata (così come il petrolio) e perdipiù vi sono costi altissimi di realizzazione e di gestione delle centrali (qui stiamo parlando solo di danaro e non di problemi derivanti dalla sicurezza). Ultima considerazione, noi abbiamo bisogno di risparmiare oggi e non tra 20 anni, quando sarà pronta (forse!) la prima centrale.

… E adesso tutti si accorgono che …

Ormai non sappiamo più come dirlo: le fonti rinnovabili sono l’unica vera prospettiva per l’approvvigionamento sicuro e a basso costo per il futuro. Sissignori, a basso costo, perchè i benefici degli incentivi, che vengono pagati dagli italiani, vengono restituiti agli italiani stessi e non già a quei quattro o cinque soliti noti che si spartiranno gli utili per la costruzione e la successiva gestione del nucleare.

Facciamo girare questa convinzione, prima che i tentativi di affossare le rinnovabili in Italia si trasformi in un danno irreparabile, magari favorendo lauti guadagni al malaffare che sul nucleare potrebbe avere già steso la sua longa manus.

Lorenzo Lo Vecchio

Pubblicato mercoledì 30 marzo 2011 da Staff Progema