Girando per la città, per le strade provinciali è sempre molto frequente che. soprattutto la sera, ci capiti di posare l’occhio su capannoni, esposizioni commerciali e uffici completamente illuminati anche quando il personale non è più operativo. Questo succede perché le aziende, pur dovendo consumare molta energia elettrica per l’illuminazione, è costretta a prolungare le ore di accensione delle lampade sia per le necessità di chi quotidianamente è impegnato nelle pulizie, che abitualmente vengono svolte fuori orario, sia perché le compagnie assicurative e di sorveglianza pretendono che i locali siano ben visibili anche di notte, compresa ogni singola postazione di lavoro.

Sinceramente piange il cuore quando si vede tanto spreco, soprattutto in un’epoca in cui il costo dell’energia è sempre crescente ed incide notevolmente sui bilanci aziendali. Piange il cuore anche quando, oramai da più parti (dal protocollo di Kyoto in poi), viene richiesto un uso consapevole dell’energia ed una minore immissione di CO2 nell’atmosfera terrestre.

Normalmente la tipologia di luci che restano accese nelle condizioni di cui sopra sono luci al neon e plafoniere, ognuna delle quali contenenti diverse lampade di differenti dimensioni. Va da se che chi si occupa di illuminazione a led, ovviamente, consideri una macroscopica sciocchezza un simile spreco, anche se le ragioni per cui spesso non si ricorre alla sostituzione della luce tradizionale o della luce a fluorescenza con le luci a led sono molteplici e comprensibili, anche se non condivisibili.

Una delle ragioni principali è che l’imprenditore o la società che paga le bollette molto spesso è impegnato nella soluzione di tutt’altre problematiche e, altrettanto spesso, non viene informato dai suoi elettricisti della possibilità di conversione di tutto l’apparato illuminante. Sostituire luci abituali con luci a led, significa rinunciare ai contratti di manutenzione, perché i led hanno una durata minima di 50.000 ore, contro le 3.600 ore attuali. Chi monta i led per anni si può dimenticare di cambiare le lampadine.

Un’altra ragione è che spesso i responsabili tecnici di gestione non sono molto informati sulle nuove tecnologie e, quindi, non informano i propri datori di lavoro sulle opportunità di risparmio energetico che le nuove tecnologie stesse oggi possono offrire. Noi non capiamo, per esempio, perchè gli Istituti bancari, che pure finanziano le operazioni di sostituzione della illuminazione tradizionale con le luci a led, siano poi così impotenti nel prendere una decisione per modificare anche tutti i loro apparati illuminanti.

Ultima ragione, ma non meno importante, è che spesso non si vuole impegnare liquidità in una operazione non ritenuta necessaria, anche se molto utile. Per quest’ultimo punto, però, è necessario tornare sull’argomento “banche”, perché vi sono diversi istituti convenzionati che finanziano l’operazione  e in meno di tre anni consentono di rientrare dal finanziamento calcolando la rata sul risparmio energetico reale.

Oggi esistono diversi tipi di plafoniere a led che consentono un risparmio di circa il 70% sui costi di illuminazione. Le plafoniere ad incasso che utilizzano il led, per esempio quelle incastonate nelle contro soffittature, sono di dimensioni identiche a quelle tradizionali e, pertanto, l’operazione di sostituzione è molto semplice e piuttosto veloce.

Ovviamente il design segue l’evoluzione tecnologica. Il led è piatto, contrariamente alle lampade tradizionali e ai neon, quindi non serve che le plafoniere a led abbiano la stessa profondità di quelle attuali. Nella immagine si vede un tipo di plafoniera di pochi millimetri di spessore, leggerissima, che può essere adattata a qualsiasi tipo di soffitto ed anche agganciata a muro, con il vantaggio che non emette calore e, quindi, può essere installata anche in modo ravvicinato al posto di lavoro.

Pubblicato lunedì 27 agosto 2012 da Staff Progema