Nel nostro blog abbiamo più volte parlato di risparmio energetico e di energia pulita, tale che la svolta ad occuparci anche di caldaie a pellet è quasi consequenziale e necessaria.
In questa breve storia o, se vogliamo, descrizione di cosa sono i pellet cercheremo di evidenziare il perché questo tipo di combustibile deve essere privilegiato rispetto ai combustibili tradizionali fossili, ma anche rispetto alle abituali caldaie o stufe a legna.
Che cosa è il pellet?
Innanzi tutto definiamo che cosa è il pellet. Si tratta di segatura esiccata e pressata sotto forma di piccoli cilindretti, che si presentano dunque con il vantaggio di essere un prodotto naturale, ricavato dagli scarti della lavorazione del legno e dunque per nulla responsabili in proprio di deforestazione o di altri danni di carattere ecologico. Al contrario il pellet è un elemento di recupero e di riciclaggio di materiali naturali lignei di scarto.
Quanto rende il pellet?
Esistono diversi tipi di pellet, ma la provenienza da una o da altra tipologia di albero, non muta granché il valore calorico del materiale, che varia invece a seconda della pressatura dei cilindretti e del loro contenuto di umidità. Possiamo dire che, rispetto al legno, un uguale volume di pellet rende circa il doppio in termini di utilizzo del combustibile.
Il raffronto, invece, con i combustibili fossili, quali ad esempio gasolio o metano, è fortemente favorevole al pellet, sia in termini di costi, sia in termini salvaguardia dell’ambiente.
Come viene prodotto il pellet?
La provenienza del materiale è quasi totalmente riservata a falegnamerie e segherie. I trucioli di legno e la segatura vengono raccolti e immessi in speciali presse, dalle quali escono sotto forma di lunghi spaghetti che vengono a loro volta tagliati in piccoli cilindretti e, tramite una coclea, indirizzati verso le vasche di essiccamento naturale, che avviene al semplice contatto con l’aria. A fine essiccamento è necessario liberare i pellet dalle polveri accumulatesi naturalmente, in quanto la normativa prevede che le stesse non possano superare il 1% dei volumi e del peso del combustibile immesso sul mercato.
Quanto si consuma per la produzione dei pellet?
Per la sua lavorazione e per la preparazione alla vendita, i consumi di energia equivalgono al 2,7% rispetto al potere calorico finale, una quantità nettamente inferiore a quanto occorre per produrre gasolio e metano, laddove la percentuale è rispettivamente del 12% e del 10%.
Installare in casa propria una caldaia a pellet, pertanto, non rappresenta solo un risparmio in termini monetari, come descritto in altre parti di questo blog, ma anche una presa di coscienza ecologica per fare vivere meglio noi stessi e il pianeta, pur senza rinunciare a tenere calde le nostre case o a produrre l’acqua sanitaria necessaria ai nostri bisogni quotidiani.
Possiamo dire addio alla bolletta del gas?
Una caldaia a pellet è in grado di provvedere al riscaldamento totale della nostra casa, sostituendosi interamente ad altre forme di combustibile, più caro, meno ecologico e dipendente da un contatore di cui è proprietario un terzo. Questo fatto implica anche l’impossibilità, da parte dell’utente, di ribellarsi ad aumenti e conguagli improvvisi che spesso rendono insostenibile il pagamento della bolletta. Le caldaie a pellet sono in grado di gestire l’acqua sanitaria per tutta la casa, quindi permettono di dire addio ad ogni tipo di boiler già esistente. Sostituendo, infine, gli attuali fornelli a gas con piastre ad induzione, peraltro molto economiche, possiamo tranquillamente dire addio alla bolletta del gas, perché ci possiamo staccare definitivamente dal relativo contatore.
















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